Provincia Romana CAMILLIANI

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Provincia Romana
dei
Chierici Regolari Ministri degli Infermi
Breve profilo storico

La Storia dei Camilliani della Provincia Romana trova la sua coincidenza con la nascita stessa dell’Ordine. La Casa Madre dell’Ordine, infatti, fondata nel 1586, appartenne alla Provincia Romana già dal 1605, anno della divisione dell’Ordine in cinque Province, rimanendo ascritta alla stessa Provincia ininterrottamente sino al 1908.
La bolla di fondazione ‘Illius qui pro gregis’ (1591) prevedeva la divisione dell’Ordine in Province. Nella ‘Superna dispositione’ (1600), la questione era data per scontata (già nelle ‘Costituzioni’, elaborate negli anni 1599-1603, troviamo la seguente affermazione: ‘…a quali – Padre Generale et Consultori – similmente appartenerà compartire, et designare le Provintie…’), perché era stabilito che al Capitolo Generale avessero diritto a partecipare i Provinciali con due soci, eletti nei Capitoli Provinciali. Non essendo ciò ancora stato attuato, l’ultimo Capitolo Generale, con apposito decreto, aveva dato preciso mandato alla futura Consulta di creare le Province e nominare i rispettivi Provinciali. Finalmente l’8 giugno 1605, il Fondatore si decise di effettuarne l’attuazione. L’Ordine viene diviso in cinque Province... - la Provincia Romana, con le case di Roma (S. Maria Maddalena) e Viterbo (S. Maria in Poggio, fondata nel 1603) che ha per Provinciale P. Alessandro Gallo".

Ma tale divisione era soltanto un atto formale: tutto, infatti, era incentrato nelle mani del Fondatore. I singoli Provinciali non avevano autonomia decisionale: le decisioni erano prese soltanto da S. Camillo.
Nel 1609, sotto il governo del P. Biagio Oppertis (secondo Generale dell’Ordine dopo il Fondatore), assistiamo ad una nuova rettifica delle Province. Le medesime rimangono sempre cinque (Roma, Napoli, Milano, Sicilia e Bologna) ma "alla prima furono ascritte le case di Roma, Viterbo e Firenze.
Nel 1628 ha luogo la fondazione del Noviziato di Roma situato presso la Chiesa di S. Maria di Montserrat. Questa casa, però, verrà chiusa nel 1640. Durante il periodo non certo florido del generalato del P. Grana (1646-’52), con decreto del 23 settembre 1648 (Breve di Innocenzo X) le cinque Province italiane vengono ridotte a due soltanto: la "Centro-Settentrionale" (Roma) e la "Meridionale" (Napoli-Sicilia).
Il 19 settembre 1652, l’allora erigenda Vice-Provincia spagnola, viene aggregata a Roma. Nel 1655, sotto lo splendido generalato del P. Albiti (1652-’56), con Breve di Papa Alessandro VII, si ha il ripristino di quattro delle cinque Province esistenti nel periodo precedente il P. Nicolò Grana. La Provincia Romana comprende: S. Maria Maddalena, Viterbo, Bologna (1596), Firenze e Ferrara (1599). L’anno dopo (1656) la Peste divampa per Roma. Nella sola casa della Maddalena muoiono il Generale P. Albiti e nove confratelli. Nel 1663, la Provincia Romana acquista la Chiesa e l’adiacente casa di S. Maria in Trivio, che sarà la Chiesa del Noviziato per quasi due secoli. A Parma avviene l’apertura di una casa nel 1698. Tale casa apparterrà alla Provincia Romana fino al 1693.
Il 29 ottobre 1692 i "vocali" della Provincia Romana, che partecipano ai Capitoli Locali in ordine al Capitolo Generale del 1693, sono 42. Essi provengono da sette case della Provincia: S. Maria Maddalena, S. Maria in Trivio (Noviziato), Viterbo, Firenze, Ferrara, Bologna e Parma. Nel 1693, alle quattro Province preesistenti, si aggiunge quella di Bologna. Viene eretta nello stesso anno la Provincia Spagnola. Dopo il
Capitolo Generale (3 giugno 1693) alla Provincia Romana rimangono quattro case: S. Maria Maddalena, il Noviziato, Viterbo e Firenze. Tale divisione continuerà ufficialmente sino al 1807, ma in pratica dal 1783 (come si vede in seguito) avverranno alcune varianti; prodromi preconizzanti della crisi intestina nell’ambito ecclesiale durante il periodo antecedente la Rivoluzione Francese (1789-1802).
Nel 1714, la Provincia Romana, apre la casa di S. Giovanni della Malva. Le case, il 10 maggio 1740, sono le seguenti: S. Maria Maddalena, S. Maria in Trivio, Viterbo, Firenze e S. Giovannino della Malva (o S. Joannis in Mica Aurea). Nella lista dei Superiori del 27 marzo 1747 troviamo il Prefetto della Casa di Rieti: P. Carlo Costamagna. La casa di Rieti era, infatti, aperta già dal 1742.
L’elenco delle case del 21 marzo 1753 ci presenta: sei case per la Provincia Romana e cinque portoghesi ascritte momentaneamente alla Provincia Romana. Il 24 gennaio 1754 la Vice-Provincia del Portogallo è unita a Roma.
La Consulta Generale, il 28 marzo 1780, enumera le case della Provincia Romana secondo questo ordine: S. Maria Maddalena, Viterbo, Firenze, S. Maria in Trivio, S. Giovannino della Malva e Rieti. Il 17 settembre 1784 la casa di Firenze viene separata dall’Ordine ad opera del "giurisdizionalista" Granduca di Toscana Leopoldo II (fratello del "re-sacrestano" Giuseppe II). Tale comunità rimarrà sottoposta all’Arcivescovo di Firenze sino al febbraio 1793 (anno in cui poté ritornare sotto la giurisdizione del Generale e reinserita nella Provincia Romana). Nel 1788 la stessa sorte toccò alle Province di Napoli e di Sicilia. L’intento primario della corte di Napoli, la quale si distingueva per il suo atteggiamento sempre antiromano e antigesuitico, era quello di interrompere ogni comunicazione con Roma. A partire dall’anno 1793 (in seguito alla Rivoluzione Francese e all’espansione dei principi atei ed antiecclesiali dell’Illuminismo trasmigrante dalla Francia con le truppe d’occupazione repubblicane in Italia) l’Ordine è ridotto a sole tre Province (Romana, Bolognese e Milanese) con sedici case. Successivamente, durante il periodo napoleonico (1800-1814), l’Ordine è dimezzato. Alla Provincia Romana (nel 1807) restano nove case: S. Maria Maddalena, S. Maria in Trivio, Firenze, Viterbo, Rieti, Pavia (1693), Ferrara e Genova (fondata nel 1594). Nel 1809, mentre Napoleone ordinava la deportazione di Pio VII, il Generale P. Michelangelo Toni (1807-1821), appartenente alla Provincia Romana, viene esiliato (nel 1810) prima a Parigi e successivamente in Corsica.
Un violento terremoto, nel 1811, distrugge, quasi completamente, la casa di S. Giovannino della Malva. Dopo la Restaurazione, nell’anno 1816, troviamo la casa di Genova ancora incorporata alla Provincia Romana. Il 1831 è l’anno della ricostruzione, dopo la bufera distruttrice della Rivoluzione. La Provincia Romana ha sei case. A distanza di circa dieci anni, il 6 aprile 1831, troviamo le seguenti case: S. Maria Maddalena, Genova, Viterbo, Firenze, S. Maria in Trivio, Rieti e Casale (quest’ultima era stata aperta il 31 ottobre 1830). Nel 1836 i Ministri degli Infermi entrano nell’Ospedale romano di S. Giovanni in Laterano. La Chiesa di S. Maria Maddalena, il 7 febbraio 1840, viene elevata al rango di Parrocchia da Papa Gregorio XVI. Ne è primo parroco il P. Luigi De Sanctis; il quale, però, sette anni dopo abbandonerà l’Ordine e la Chiesa Cattolica per divenire "uno dei più influenti e capaci ministri del movimento evangelico (Valdese) italiano". Nel 1841 la Provincia Romana ha le seguenti case: S. Maria Maddalena, il Noviziato situato nella Casa e Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio (tale Chiesa, con adiacente casa, viene ceduta alla Provincia Romana nel 1839, in cambio di Santa Maria in Trivio), l’Ospedale S. Giovanni in Laterano, Rieti, Viterbo, Viterbo e San Giovannino della Malva. Con Breve di Pio IX del 1° luglio 1847 i Camilliani entrano nell’Arcispedale di S. Spirito in Saxia.
Ma la permanenza in questo Ospedale è alquanto effimera: dopo quasi due anni, nel 1849, abbandonarono a seguito della proclamazione della Repubblica Romana. Secondo la testimonianza del pubblicista cattolico Antonio Maria Bonetti (1849-1896) una casa dei "Padri Cammillini" è situata nei pressi di Monterotondo (luogo della storica battaglia combattuta tra garibaldini e pontifici nel 1867). Con l’occupazione di Roma (20 settembre 1870), avvengono ulteriori incameramenti di beni ecclesiastici da parte del Regno d’Italia (ben più estesi di quelli intrapresi durante il periodo della Rivoluzione Francese e dell’Impero napoleonico). "Anche la Provincia Romana languì, ma essa più che le altre, trovò e attinse dalle memorie del passato, di cui fu gelosa custode, presso l’Urna del Fondatore, e soprattutto dalla pietà e dottrina di alcuni ottimi elementi (es.: il P. Gioacchino Ferrini) , energie sufficienti a riorganizzarsi e uniformarsi, un po’ alla volta, al nuovo o piuttosto al primitivo spirito della Regola, senza subire l’onta della disperazione". Nell’anno 1885, intanto, veniva aperta una nuova casa in Via Cimarra (nei pressi di Via Panisperna) sotto il titolo della "Madonna della Salute e dei SS. Giuseppe e Camillo". L’anno successivo (il 1886) diventerà Casa di Noviziato. Il Papa Leone XIII, con Decreto del 27 maggio 1886 e con il "Dives in misericordia Deus" del 22 giugno dello stesso anno, proclama S. Camillo de Lellis e S. Giovanni di Dio patroni degli Ospedali e dei malati.
"Forse è stato mons. Danise (Raffaele) od il P. Gioacchino Ferrini, Vicario Generale nel 1885, a suggerire e pregare l’arcivescovo di Napoli (il Card. Guglielmo Sanfelice), a farsi promotore, in occasione del terzo centenario dell’approvazione dell’istituto camilliano, della raccolta di petizioni al Sommo Pontefice per la proclamazione di S. Camillo e di S. Giovanni di Dio a patroni degli ospedali e degli infermi". Nel 1887 viene acquistata la Chiesa di S. Maria della Marina presso S. Benedetto del Tronto. La provincia Romana, nel 1891, ha le seguenti case: S. Maria Maddalena, il Noviziato presso SS. Vincenzo e Anastasio, S. Giovannino della Malva, Viterbo, l’Ospedale S. Giovanni, Firenze e Rieti. Nel 1895, il Noviziato Romano, viene portato a Cortona. Tra il 1904-05 la casa di Bucchianico (1605) viene aggregata alla Provincia Romana (apparteneva precedentemente alla Provincia Siculo-Napoletana). Il 16 maggio 1910 viene solennemente consacrata la Chiesa di S. Camillo agli Orti Sallustiani (in cambio della Parrocchia SS. Vincenzo e Anastasio ceduta ai Cistercensi Olivetani. Cessione atta a sopperire, in parte, alle ingenti spese della nuova Chiesa).
Il 2 ottobre 1921 viene aperto il Noviziato a "Giove Teverino, ameno paese dell’Umbria (nella Diocesi di Amelia)". Negli anni successivi troviamo le seguenti case: S. Camillo (Parrocchia), Ospedale S. Giovanni in Laterano, Ospedale Littorio (aperto nel ’30), Sanatorio Carlo Forlanini (1935), Firenze, Viterbo, Rieti, Bucchianico e Giove. Già tra il 1928-’29 i Camilliani sono presenti e nell’Ospizio dell’Addolorata e nel Sanatorio Ramazzini. Nel 1936 la Provincia Romana prende in consegna il "nuovo lazzaretto" per le malattie infettive (l’odierno "Spallanzani"). Nel 1939 riprendono servizio nell’Ospedale S. Giovanni (affidato provvisoriamente, nel 1935, alla Provincia Lombardo-Veneta). Nella "Rassegna annuale" del "Domesticum" (1942) ritroviamo le seguenti case e residenze:
Roma: Ospedale S. Giovanni ad Sancta Sanctorum, Ospedale del Littorio, Sanatorio Forlanini, Sanatorio Ramazzini (residenza), Ospedale d’Isolamento Spallanzani (residenza) e Parrocchia S. Camillo.
Viterbo: Ospedale Civile (residenza), Ricovero S. Simone (residenza) e S. Maria in Poggio.
Rieti: Chiesa di S. Rufo e Ospedale Civile (residenza).
Bucchianico: Parrocchia e ambulatorio, Ospedale Civile di Rieti (residenza).
Firenze: S. Maria Maggiore.
Giove: Sede Provincializia, del Postulantato, Noviziato e Professorio.
Il giorno 12 settembre 1946 "i Chierici e i Postulanti della Provincia Romana" entrano nella nuova Casa di Monte Mario. Giove viene venduto al fine di acquistare la villa e la tenuta Piacentini. L’inaugurazione ufficiale del nuovo Studentato Camilliano "Villa Sacra Famiglia" avviene il 25 maggio 1948.
Il 23 settembre 1946, l’Ospedale, che in precedenza si chiamava "Littorio", viene intitolato a S. Camillo de Lellis. Il 29 giugno 1949 viene aperto l’Ospedale S. Filippo Neri. Vengono richiesti dall’amministrazione del suddetto Ospedale alcuni nostri Padri per l’assistenza spirituale. Nel maggio 1954, dopo alcuni lavori di adattamento, Villa Buon Respiro, presso San Martino al Cimino, viene trasformata in preventorio e accoglie centinaia di ragazzi malati e con rischio di TBC, cui vengono impartite nono solo cure mediche, ma anche istruzione ed educazione.
Durante l’anno 1956 (il 20 febbraio) i Camilliani entrano nell’Ospedale San Giacomo di Roma (luogo ove lavorò lo stesso S. Camillo e nel quale ebbe l’ispirazione "d’istituire una Compagnia d’huomini pij, et da bene": la "prima Comunità Camilliana"). Viene lasciato, quindi l’Ospedale S. Filippo.
Il 24 giugno 1956 viene posta la prima pietra del nuovo Preventorio "Villa Immacolata" (la "Villa Buon Respiro" è resa inadeguata per il sempre crescente numero di degenti). Dal 24 settembre 1968, "Villa Immacolata", è divenuta un "Centro di rieducazione psicomotoria per invalidi civili".
Nel 1958 i Camilliani entrano nel C.T.O. – I.N.A.I.L. nel quartiere romano della "Garbatella". L’anno successivo (il 1959) ha inizio l’Opera di Sassari: il Villaggio "S. Camillo". Inizialmente, l’Opera, doveva fungere come "Istituto di riqualificazione post-sanatoriale". Nel ’62 è "Scuola di addestramento professionale". In seguito, nel 1967, viene finalizzata a scopi prettamente "camilliani": diviene "ricovero e assistenza di bambini discenetici e poliomielitici… Nel ’68 si aggiunge il Centro di recupero e formazione professionale per neurolesi e motulesi (invalidi civili)". L’Opera di Sassari viene ceduta il 31 dicembre 1977 alla Regione Autonoma della Sardegna.
Il 3 maggio 1961 viene inaugurata la Colonia Climatica "S. PioX" di Castellammare di Stabia (residenza dipendente dalla basilica S. Camillo di Roma). Nello stesso anno, il 2 ottobre, viene aperta la Casa "S. Giuseppe" di Loreto. Costruito come Aspirantato per Fratelli e sede di noviziato per alcuni anni diventa "Istituto medico-pedagogico per ragazzi subnormali recuperabili". Ma anche questa Opera terminerà la propria attività nel ’77 (il 30 giugno).
Il 14 aprile 1964 viene aperta la Casa di Noviziato a Costalpino nelle immediate vicinanze di Siena. Nel maggio del 1967, però, il Noviziato viene trasferito nei pressi di Firenze (in Via di Soffiano, 206).
La presenza camilliana in Burkina-Faso (ex-Alto Volta) ha iniziato nel 1966. "Il 26 settembre 1966, i primi tre missionari (P. Del Zingaro, P. D’Urbano e P. De Sanctis) salpano da Genova per l’Africa Occidentale… Il 12 ottobre sono a Ouagadougou, la capitale (del Burkina-Faso)… Con il 1967 cominciano le prime realizzazioni: il 14 aprile si gettano le fondamenta del Piccolo Seminario… Il 1° giugno viene ufficialmente eretta la Parrocchia San Camillo… Il 7 settembre ha inizio l’assistenza spirituale nell’Ospedale Civile di Ouagadougou… La ‘Maternità S. Camillo’, (è) inaugurata il 18 maggio 1970… Il 3 settembre 1972, i primi giovani burkinabè entrano ufficialmente a far parte della famiglia camilliana… Il 5 ottobre 1972 è inaugurato (l’ambulatorio) di Boulbì; l’8 dicembre dello stesso anno, quello di Kossyam… nel 1976, s’inaugura il ‘Centro per prematuri’… Oggi, la Parrocchia S. Camillo conta 40.000 anime, di cui 10.000 cattolici".
Il 14 luglio 1968 viene inaugurato a Bucchianico, in occasione della Festa di S. Camillo, l’Istituto "sacro Cuore". Iniziato come Aspirantato ospiterà per alcuni anni il Noviziato e una parte sarà adibita a Casa di Cura per Anziani (nel 1978) e, successivamente, Centro di Spiritualità "Camillianum" (dal 1982).
L’8 settembre 1969 si registra l’inaugurazione del Centro di Orientamento Vocazionale "S. Camillo" di Sora (in provincia di Frosinone).
Nel 1974, il 19 ottobre viene aperto il Villaggio "Eugenio Litta" di Grottaferrata (Roma) che dal 1° marzo 1975 è aggregato "alla comunità dell’Ospedale Forlanini". Nel 1977 viene eretta, dalla Consulta Generale, casa "sui juris" e perciò è nominato un superiore con la responsabilità immediata delle attività della casa. Nel ’78 inizia una forma di assistenza ambulatoriale come "Centro di riabilitazione infantile".
Nel 1980 inizia il servizio di assistenza spirituale all’Ospedale "Bambino Gesù" (dipendente dalla S. Sede). "Sarà una residenza annessa alla Comunità di Monte Mario".
Con lettera del 2 ottobre 1984 il P. Generale approvava l’Istituto di Pastorale Sanitaria promosso e organizzato dalla Provincia Romana. L’inaugurazione ha luogo lunedì 19 novembre alla presenza di S. Ecc. Mons. Vincenzo Fagiolo, Segretariato della Congregazione dei Religiosi e degli Istituti Secolari, di S. Ecc. mons. Fiorenzo Angelini, Vescovo Ausiliare della Diocesi di Roma per la Pastorale Sanitaria e autorità dell’Ordine.
L’ ‘Istituto di Pastorale Sanitaria’ è un Centro studi promosso e diretto dai Ministri degli Infermi (Camilliani), che si propone di promuovere la ricerca, teorica e pratica, di tutto ciò che possa riguardare la Pastorale Sanitaria, attingendo alle fonti biblico-teologiche nella sua evoluzione storico-culturale e nei particolari aspetti teologico-morali, umani, giuridici e sociali.
Con Decreto del 28 aprile 1987, la Congregazione per l’Educazione Cattolica "ha eretto e costituito l’Istituto Internazionale di Teologia Pastorale Sanitaria ‘Camillianum’ quale sezione di specializzazione della Facoltà di Teologia ‘Teresianum’, dando facoltà agli studenti che lo frequenteranno di ricevere la Licenza e il Dottorato in Teologia con specializzazione in Teologia Pastorale Sanitaria".

Aquaro Giovanni - Mancini Antonio

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