Fortemente voluto dal "Comitato Giubilare di Bucchianico", la Sacra Effige del «Crocifisso di San Camillo» tornerà a Bucchianico da sabato 5 aprile 2014 al successivo lunedì 14. E l'immagine che proponiamo non fa parte del Poster di lancio, ma è la copertina di una pubblicazione a firma dello storico camilliano P. Mario Vanti, dedicata alla visita del 1940, che apre con questo passo molto interessante e significativo e di grande attualità ancora oggi:

«Per iniziativa del M. R. P. Prefetto e Parroco P. Salvatore Grossi, Bucchianico dopo il Cuore ha potuto avere anche il Crocifisso del N. S. Padre Camillo. E veramente i concittadini del nostro Santo si sono dimostrati non solo meritevoli ma degni di questa singolarissima attenzione. Se i sacrifici ch'essi hanno compiuto con quella fermezza di propositi ed espansività di cuore ch'è nel loro carattere forte e gentile, pur in tempi difficili e carestosi, ci hanno commossi, e la loro fede viva e pietà sentita ci hanno salutarmente edificati.»

Dopo 74 anni Padre Camillo torna ancora una volta tra la sua Gente per Celebrare con loro il suo «400° Anniversario del Santo Transito», che preparerà un incontro ancora di grande spessore spirituale ed emotivo come saranno i giorni della «Peregrinatio Cordis», prevista nelle immediato tempo che precede le solenni celebrazioni del 14 luglio 2014, che concluderanno l'intero Anno Giubilare. E si può stare pur certi che la Comunità Ecclesiale Bucchianichese non solo esprimerà stessi sentimenti degli antenati, ma li supererà come abbiamo costato l'ardore e il fervore che stanno esprimendo da quando "Padre Camillo"  è tornato dopo 400 anni nella sua città con la "Sacra Reliquia del suo Corpo" nell'estate del 2012.

Una notizia tutta da confermare che abbiamo captato in anticipo, è prevista in questa fase di conclusione anche l'Ordinazione Sacerdotale in Bucchianico di due giovani camilliani Concittadini di San Camillo.

In pagina dedicata, accessibile a fine paragrafo, riportiamo i testi originali del testimone per eccellenza, il P. Sanzio Cicatelli, storico camilliano contemporaneo del Santo, che narra delle due visioni che "Padre Camillo" ebbe in momenti di grande crisi e di difficoltà all'inizio della sua "rivoluzione del modo di accogliere il malato". ==> click


Chi non ha il dono della fede, o è alquanto scettico, forse non riesce a cogliere la motivazione profonda dell'attesa e della venerazione che diamo all'incontro con questo Crocifisso. Non è necessario spendere inutili parole, è sufficiente leggere e meditare questo passo del manoscritto del P. Cicatelli per avere in piena luce quale segreto ha questo Crocifisso dell'allora giovane laico Camillo:

 

 «Del che ingelositi quei Signori havendo fatto chiamar Camillo come capo de gli altri, et inventore di quella novità, gli prohibirono espressamente che mai piu non si congregassero insieme. Ordinandogli ancora che dismettessero subito l'Oratorio facendone levare alhora alhora il Crocifisso con dirgli che volendo essi far oratione andassero alle Chiese delle quali dicevano esserne molte in Roma... cominciarono di nuovo a congregarsi insieme, non gia palesemente in alcun Oratorio particolare, ma di nascosto dentro la picciola Chiesa di S. Giacomo le chiavi della quale il P. Francesco Profeta teneva come Cappellano di quella. Dove, à guisa de gli antichi christiani della primitiva Chiesa quando fuggivano le persecutioni,  nascostamente facevano le loro orationi. E quando tutti gli altri di casa dormivano e si riposavano, essi in cambio del sonno e del riposo dicevano le letanie, et si facevano la disciplina...»

 

Cinque membri del "Comitato Giubilare di Bucchianico", domenica 16 febbraio si sono recati a Roma all'incontro con il Vicario Generale dei Camilliani, P. Paolo Guarise, per concordare in via definitiva quanto attiene a questo storico evento, con la memoria a quel lontano 1940 quando l'Italia era da qualche mese entrata nella "2a Guerra Mondiale", drammatica e sanguinosa.

Oggi grazie a Dio si è in pace, ed anche se non si rivivono le condizioni di quei  "tempi difficili e carestosi" (!!), qualche problema lo si ha... ed allora un incontro più spiritualmente ravvicinato con il Concittadino, detto il "Gigante della Carità e Padre dei Poveri", può sollevare gli animi ed aprirli alla fiducia e speranza nella Bontà di un Dio Padre Misericordioso, come Lo fu per lui dal giorno del ritorno alla Casa del Padre, come con tocco da maestro il Cicatelli ne descrive:

«Cosi adunque Sua Divina Maestà a guisa del figliuol prodigo per la strada del bisogno à guardar gli animali lo condusse, e finalmente essendo giunto il tempo lo chiamò al suo vero conoscimento per far poi impresa maravigliosa per mezzo suo, cosi che à similitudine d'un altro S. Paolo fù all'improviso assaltato dal Cielo con un raggio di lume interiore tanto grande del suo miserabil stato che per la gran contritione gli pareva d'haver il cuore tutto minuzzato, e franto dal dolore col percuotersi et darsi fortissimi pugni al petto, dicendo tra molti singhiozzi: perdona Signore, perdona a questo gran peccatore, donami almeno spatio di vera penitenza...»

La permanenza in Bucchianico di questa straordinaria «Sacra Reliquia», sarà in un tempo forte dell'Anno Liturgico, quale è la Quaresima: dalla 5.a Domenica di Quaresima alla Domenica delle Palme... quale Grazia del Signore per un intenso rivivere della «Passione e Morte del Signore Gesù» ! *

Dalla pubblicazione del 1940 abbiamo rilevato alcune fotografie che fecero il giro del mondo e, forse per la prima volta, nel mondo camilliano interno e che gli ruotava intorno, si ebbero le immagini e accenni più ampi di storia di Bucchianico quale cittadina natale di San Camillo... (f. ruffini) ==> click

 

 

 

* Nota Liturgica:

5a Domenica di Quaresima

Vangelo: Gv 11,1-45

«Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno....»

 

DOMENICA DELLE PALME

IIa Lettura: dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi 2, 6-11

«Cristo Gesù, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: "Gesù Cristo è Signore!" a gloria di Dio Padre.»