SANTA CECILIA SUONA AL SAN CAMILLO
Coniugare cura e cultura

 

L'Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma e il Conservatorio di Santa Cecilia, in collaborazione con la Cappellania dell'Ospedale hanno ideato e programmato una serie di concerti presso la Chiesa “Salus Infirmorum” dell’ospedale. Un repertorio vario di musica classica eseguito dagli allievi del Conservatorio e che spazia da Haendel a McGinty, da Wagner a Rossini. La stagione concertistica è iniziata a Dicembre 2013 e terminerà a giugno 2013. Ogni mese un concerto.

 

«Santa Cecilia suona al San Camillo nasce col preciso intento di dare luogo a una collaborazione tra due grandi istituzioni nella città eterna.

L’idea di organizzare concerti negli ospedali fa parte di una tradizione consolidata soprattutto all’estero, che, per fortuna, in Italia si sta radicando sempre di più.

Sono tante le energie di uomini e donne coinvolti, e ognuno è mosso da personali urgenze; tale progetto accarezzava la mia mente da tanto tempo, dapprima solo come recondito desiderio, in seguito come un’esigenza.

Ciascuno, durante il proprio cammino, fa un’esperienza concreta con il dolore, diretta o indiretta che sia e, in un immaginario del tutto personale (che in passato era piuttosto refrattario all’idea della sofferenza), l’ospedale per me era relegato in una dimensione ‘altra’, quasi inesistente, fino a che il contatto non è divenuto reale.

Ma, diversamente da quanto avevo creduto, l’ospedale si è palesato come il luogo in cui la pena non è  soltanto in rapporto con il dolore,  ma conduce anche, attraverso la speranza e il coraggio, a un’intima trasformazione!

Spero che il confronto non risulti inadeguato, eppure per me questo processo avviene anche durante la fase di studio di qualsiasi disciplina, in particolar modo quella artistica.

Nello specifico, infatti, suonare significa avere la coscienza dei propri limiti, molto spesso dolorosa ma, attraverso il talento, lo studio, la passione e la speranza, si produce altresì un profondo cambiamento interiore.

Ecco, dunque, uno dei motivi che mi vede in prima linea nell’organizzazione dei concerti al San Camillo, da quando il Direttore del Conservatorio di Santa Cecilia (struttura presso la quale ho il privilegio di insegnare) mi ha convocato assieme alla collega Monica de Matteis, per chiedere la nostra disponibilità.

Si tratta di un’occasione unica per i nostri ragazzi, che affrontano lo studio costante, lieto perché scelto, ma spesso molto gravoso, di uscire dalle loro camere-studio per confrontarsi finalmente in un primo (o quasi) contatto col pubblico.

Ciascuno di noi dà qualcosa di significativo per quest’iniziativa, ma posso assicurare che si riceve moltissimo in termini di gioia e condivisione.

Coniugare ‘cura e cultura’ (frase illuminante che mi ha rivolto di Dott. Di Meo chirurgo al San Camillo, una delle menti più vivaci e il vero promotore di quest’iniziativa) è forse lo spirito più puro dei concerti che vogliamo offrire al nostro pubblico. Del resto quest’ospedale sembra essere la location perfetta, perché proprio San Camillo (secondo il racconto che mi ha fatto Padre Sergio Palumbo, responsabile della cappellania dell’Ospedale) aveva intuito quanto la musica e l’arte fossero un potente balsamo per i sofferenti, al cui capezzale, ad esempio, amava portare dei suonatori. 

Ai nostri ragazzi chiediamo, in qualità di Maestri e di educatori, anche di dialogare con il pubblico, di illustrare le ragioni che sottendono la scelta dei loro programmi, raccontare la loro esperienza di studenti e strumentisti, insomma di accompagnare con delle parole i suoni che andranno di lì a poco a produrre. Per questo motivo ognuno ne esce più ricco interiormente, sia chi fa musica che chi ne fruisce, in una sorta di rito che coinvolge tutti i partecipanti.»

 

Giovanni Auletta, docente presso il Conservatorio di Santa Cecilia in Roma

Per info: facebook “Santa Cecilia suona al San Camillo”

Oppure http://www.conservatoriosantacecilia.it

 

*** Manifesto dei Concerti del Martedì