“Giornata del Malato”

organizzata dall’UNITALSI in BUCCHIANICO

 

 

Ogni qualvolta noi ci riuniamo, lo facciamo nel… nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

E’ iniziata così la celebrazione Eucaristica presieduta dal Padre Generale Frank Monks nella chiesa del Centro di Spiritualità “Nicola D’Onofrio”, domenica 11 dicembre, in occasione della visita pastorale compiuta dal Successore di San Camillo alla comunità dei Padri Camilliani, che da 400 anni custodiscono “i luoghi sacri” ed evangelizzano la comunità cristiana secondo lo spirito evangelico e la carità del Padre-Maestro.

Sebbene la “visita” in tutte le Province e Delegazioni dell’Ordine sia iniziata dopo il Capitolo Generale di Mottinello (PD), nel 2001, quella di Padre Monks a Bucchianico, nella Provincia Romana, è un ritorno alle radici della propria fede. In questi giorni, infatti, in coincidenza della festa dell’Immacolata Concezione, in tutto l’Ordine Camilliano i Religiosi rinnovano i Voti, avendo per primo Camillo de Lellis, per volere divino, emesso la Professione Perpetua l’8 dicembre 1591, insieme a 25 Religiosi. Qualche anno prima, inoltre, nel 1585, il “poeta della carità”, come amava definirlo Tito Casini, scrisse le primissime Regole di quella che allora si chiamava la Compagnia dei Servi degli Infermi.

Un prezioso documento ritrovato nel marzo del 1937 nell’Archivio Segreto Vaticano, dove Padre Camillo fissò i punti capitali della riforma ospedaliera, in merito all’assistenza corporale e spirituale dei malati, segnando il campo della carità in seno alla Chiesa, discoprendone l’anima e rivelandone tutta l’intelligenza. Esse hanno un valore storico inestimabile perché rispecchiano tutta la freschezza, la genialità e la spontaneità del Santo e proprio per questo rappresentano quel “valore” che non è stato ancora che in minima parte valutato. Egli chiedeva ai suoi Compagni anima, cuore e intelligenza per servire gli infermi. Le Regole furono interamente rifatte dallo stesso Camillo e dai suoi Compagni, esaminate e discusse ogni volta nei primi Capitoli Generali.

Ebbene, proprio dinanzi ai malati, provenienti dalle varie zone pastorali della Diocesi di Chieti-Vasto, accompagnati dai familiari e dal personale dell’Unitalsi, ai numerosi fedeli e ai giovani di Azione Cattolica della parrocchia S. Michele Arcangelo, che hanno animato la liturgia, P. Monks ha ricordato che oggi, come sempre, “il malato ha un ruolo importante da giocare nella vita della parrocchia e della comunità cristiana”. Nonostante le sue difficoltà fisiche, “egli indica la strada verso il Signore - ha aggiunto il Generale - ha il volto di Cristo, il vero guaritore”. E rivolgendosi al personale volontario, ha ricordato loro di essere al centro del messaggio di Cristo, il cui ministero si fonda sulla predicazione e sulla guarigione dell’anima, del cuore, del corpo”. Ieri. Oggi: “Fate questo in memoria di me” (Lc 22, 14-20).

Nel concludere, P. Monks ha richiamato l’attenzione sulla figura di Nicola D’Onofrio, di questo giovane, figlio di San Camillo, già santo a soli 21 anni, proponendolo come modello di vita per le nuove generazioni. Di ritorno dalla visita pastorale in Cile, il Generale ha detto di essere rimasto molto colpito dalla grande devozione che c’è in questo paese dell’America Latina per questo figlio della terra d’Abruzzo. “Nei momenti di difficoltà, la gente chiede la sua intercessione”.

Per questo, “cari giovani - ha detto ancora P. Monks - Nicolino è una ricchezza enorme che ha prodotto San Camillo. Diffondiamo la sua devozione. Dio ci ama. Questa è la bella notizia che egli ci dà”. Così, “la nostra fede può avere enormi risultati”.

Fernanda Santobuono

 

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