CENA SOLIDALE "Fondazione Boccadamo"

30 Novembre 2012 Villa Ecetra, Patrica - Frosinone

 

 

Intervento del camilliano p. Alfredo Buracchio, - Direttore della "RSA San Camillo" di Sora -, alla "Cena Solidale" del 30 novembre 2012 presso il ristorante Villa Ecetra di Patrica, Frosinone, per raccolta fondi a favore delle attività caritative di Fratel Vincenzo Luise, Missionario in Burkina Faso, ben conosciuto nella zona sorana per essere stato Assistente dei giovani Camilliani in Formazione nella Comunità Camilliana locale negli anni '70 del secolo scorso.

 

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«Una particolare attenzione, tra le tante iniziative della Fondazione Boccadamo, è stata riservata anche alla missione camilliana in Burkina Faso, per le attività caritative di Fr. Vincenzo Luise, napoletano verace, definito dalla stampa italiana: “un camorrista di Dio”. Molti di voi lo hanno conosciuto anche in altri momenti conviviali

Ti ringrazio, caro Tonino con tutto il cuore. Sono commosso della risposta di tanti tuoi amici che questa sera hanno voluto essere presenti per questo momento di fraternità. Ringrazio il tuo staff, che con te condividono progetti di solidarietà, tanto cari al tuo cuore. A tutti voi la gratitudine della vostra amicizia che favorisce la condivisione dei beni, la tenerezza e il calore umano.

Burkina Faso “Terra di ospitalità e di pace”. Con queste parole Giovanni Paolo II aveva salutato il Burkina Faso nella sua seconda visita africana del gennaio 1990. Una definizione che risponde alle caratteristiche della gente burkinabè, aperta e pacifica, amabile ed accogliente, per la quale è motivo d’onore non solo mostrare il calore dell’amicizia, ma anche sentirlo come eredità che si tramanda di padre in figlio.

 

Chi sono i Camilliani?

Mi permetto di riferire un avvenimento doloroso dell’Italia per cogliere lo spirito e la caratteristica che contraddistingue il nostro Ordine religioso

 Nell’inverno del 1594 Camillo de Lellis, si trovava a Genova, quando giunse la notizia che a Milano era scoppiata la peste. Raccolti subito 6 compagni, partì a cavallo a suon battuto. Mentre dall’Appennino scendeva verso la pianura pavese, alcuni contadini gli corsero incontro, gridando: “Dove andate, fermatevi? A Milano c’è la peste!” E Camillo, senza rallentare la corsa, rispose: “E’ per questo che andiamo”. Questo episodio della vita del mio fondatore, ha un valore emblematico: racconta di un uomo che trascina la sua Compagnia nello spazio e nel tempo per curare ogni tipo di sofferenza.

Lungo i quattro secoli che costituiscono la sua storia, l’Ordine Religioso dei Ministri degli Infermi fondato da s. Camillo de Lellis, nato il 25 maggio a Bucchianico, piccolo centro in provincia di Chieti, ha avuto uno sviluppo progressivo e significativo.

Attualmente l’Ordine dei Camilliani è presente in trentacinque Paesi dei cinque continenti, dove svolgono ovunque il ministero dell’assistenza ai malati nelle forme e nelle modalità che lo sviluppo della società moderna comporta, in risposta alle sempre nuove esigenze del mondo della salute e ai bisogni dell’uomo.

Ad ampliare il raggio d’azione della carità, nel 1966 i religiosi camilliani furono invitati a fondare una missione in Alto Volta, - oggi Burkina Faso -, per portare aiuto al paese afflitto da siccità e flagellato da fame endemica.

L’entusiasmo e la creatività dei primi missionari secondo lo spirito e la profezia di S. Camillo: “Verrà tempo - diceva - che questa pianticella crescerà e si moltiplicherà e porterà molti frutti”, ha permesso di attecchire in terra africana

Ricordo le prime foto con i missionari che curavano i malati sotto un tetto di stuoie e i primi pozzi per l’acqua nella savana.

 Nel giro di pochi anni i Missionari Camilliani, con l’aiuto e la generosità di tanti benefattori, hanno realizzato un programma di lavoro per coprire i settori più bisognosi di assistenza attraverso il “Centre Médical Saint-Camille” di Ouagadougou, che copre i bisogni sanitari di oltre 160.000 persone e lavora in stretta collaborazione con il Ministero della Sanità. Si occupa in maniera particolare della salute della madre e del bambino; vi si trova una maternità con 100 posti letto con una media di quindici parti al giorno; un “Centro di patologia neonatale”; un dispensario per adulti e pediatrico; un centro di diagnostica per immagini ben attrezzato, una farmacia con la disponibilità di farmaci generici; un laboratorio d’analisi ed un centro per la prevenzione della trasmissione dell’AIDS dalla madre al bambino. Sempre nella Capitale, i Religiosi Camilliani hanno aperto dal 2002 un centro di accoglienza – Nostra Signora di Fatima - dedicato unicamente alla cura dell’AIDS, dove risiede fr. Vincenzo. Vi si assistono oltre cinquecento malati sieropositivi.

Tuttavia i camilliani in Burkina non hanno concentrato le loro attività solo nella Capitale, ma sono presenti anche nelle zone rurali e più precisamente a Nanoro, - 100 chilometri dalla Capitale -, con un Ospedale per 100 posti letto, attrezzato per la chirurgia, pediatria, medicina generale, radiologia, farmacia, tre ambulatori e un centro per i malati di AIDS.

Molta strada è stata percorsa dagli inizi ad oggi e molta ne resta ancora da percorrere. Tanti progetti sono in cantiere, segno di un promettente sviluppo. Anche se sussistono gravi problemi tra le classi ricche e le masse dei poveri, ma con una grande speranza e da una forte volontà di crescita per servire in modo efficace, chi soffre e rendere tangibile il messaggio di consolazione di Cristo e di Camillo ai fratelli africani con un’attenzione effettiva ai diritti e alla dignità di ogni persona. Ecco perché le nostre Missioni oggi rappresentano la realtà più preziosa dell’Ordine Camilliano. Grazie.»

 

*** Nota di Redazione - il P. Buracchio è Coordinatore del "Segretariato Missione S. Camillo in Burkina Faso". Ma chi è Tonino Boccadamo? Ecco alcune informazione da siti web...

«Tonino Boccadamo è un orafo con la sconfinata passione per i gioielli. Tonino Boccadamo è un imprenditore che ha dato vita ad un brand di fama nazionale. Ma prima di tutto Tonino Boccadamo è un uomo. Ed è un uomo con un cuore grande. Parlano i suoi gioielli: creazioni che prendono vita con lo scopo di emozionare, di fare breccia nella parte più nascosta delle donne. E parla la sua sensibilità: quella che non lo fa rimanere indifferente di fronte alla sofferenza altrui; la stessa indole che lo porta ad avvicinare gli ultimi, non ad allontanarli.

Sempre pronto ad aiutare, a sposare progetti solidali, sovente capofila degli stessi. Tonino Boccadamo ha fatto, e fa tuttora, della beneficienza non un extra colmo di belle parole, ma un vero e proprio modus vivendi. È con questo spirito che ha dato vita alla Fondazione Boccadamo, una Onlus nata per suo volere e con la quale intende perseguire l’ambizioso obiettivo di fare del Bene. Nata da pochi mesi, la Fondazione è già attiva sul piano nazionale e su quello internazionale con dei precisi ambiti di intervento: la tutela ambientale, l’assistenzialismo socio-sanitario e la lotta contro le malattie endemiche che ancora oggi mietono vittime nei Paesi più poveri del mondo.»

 

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