Una nuova realtà territoriale in Sora

di P. Alfredo Buracchio
camilliano

 La nuova struttura della "Residenza Sanitaria S. Camillo di Sora", inaugurata l’11 del mese di gennaio 2009 vuole offrire una risposta a quanti vivono la triste realtà della vecchiaia che non può essere eliminata con il pensiero e la dimenticanza.
Di qui la decisione dei Religiosi Camilliani della provincia Romana di rendere una testimonianza valida, e convincente della perenne attualità dell’amore di Cristo verso gli infermi, che si deduce dal mandato di Gesù: “Predicate il vangelo… curate gli infermi”
La ristrutturazione della casa ha avuto una storia così ricca e articolata che è bene conoscerla.
Dopo la riconsegna da parte della Diocesi di Sora della struttura, utilizzata in “comodato” per circa 6 anni, nel 1995 fu redatta una relazione da parte della commissione economica per trovare la migliore soluzione per il suo impiego.Nel 1996 fu presentato al Comune di Sora un progetto che prevedeva l’indicazione delle opere interne e l’adeguamento alla normativa vigente per l’utilizzazione dell’immobile come “Casa di Risposo” per utenti autosufficienti e come centro ambulatoriale per anziani.
Il Piano Regolatore del Comune di Sora prevedeva per la zona dove è ubicata la struttura, la destinazione ad opere pubbliche di quartiere (asili nido, scuole, ecc). Alla presentazione del progetto per il cambio di destinazione, il Comune dava risposta negativa. Dopo vari interventi e chiarimenti presso le autorità comunali, la concessione veniva rilasciata, e prevedeva il pagamento degli oneri di urbanizzazione. Dai vari colloqui con il dirigente comunale si accettava la tesi che ai sensi della Legge n. 10 del 20-1-1977 gli oneri non erano dovuti.

Nel maggio del 1998 iniziavano i lavori e nel febbraio del 1999 il Comune rilasciava la Concessione anche per l’utilizzo della struttura a “Residenza Sanitaria Assistenziale”.
Nello corso dei lavori fu richiesta al Comune di Sora una Concessione edilizia in “variante“, che veniva concessa nel mese di gennaio 2001 dal Genio Civile e dall’ufficio preposto della Provincia di Frosinone per il vincolo idrogeologico.
Nel 2001 in merito al progetto originario, che prevedeva la realizzazione di una Casa di Cura ad indirizzo riabilitativo, la Regione Lazio avanzava delle difficoltà per l’accreditamento in quanto l’Ospedale Civile di Sora aveva già un reparto per la riabilitazione.
In data 2 novembre 2001 fu presentata al Comune di Sora una D.I.A. (Dichiarazione inizio attività) che comprendevano le seguenti opere: abbattimento delle barriere architettoniche, la realizzazione di una scala antincendio, la costruzione di un vano ascensore per montalettiga e la costruzione di un vano ascensore per la cappella.
La zona dove è situata la struttura non era dotata di pubblica fognatura. Dopo vari solleciti, il Comune di Sora con finanziamento della Regione Lazio nel 2003 appaltava la costruzione della fognatura. I lavori si sono prolungati nel tempo (2006) per la mancanza da parte delle autorità comunali di espropriare i terreni interessati al passaggio .

Una piccola cronistoria che potrà far piacere ai posteri….
Finalmente il 2 di febbraio 2009 l’inizio della sua attività con il primo ingresso del “sig. L. D.”
Successivamente la “R.S.A.” accolse 10 ospiti provenienti dalle varie zone sia locali che provinciali, con un staff di 17 unità che prevede un medico dirigente, infermieri, operatrici sanitarie e riabilitativie, reception, ed operatori generici.
Il 24 febbraio successivo all’inaugurazione, lo “staff” in collaborazione con gli Insegnanti della Scuola Elementare di Sora hanno organizzato un incontro per la “Festa di Carnevale”. Una giornata gioiosa, allegra e piena di animazione. Il dirigente scolastico ha promesso che ci saranno altre giornate di questo tipo all’insegna del divertimento e del buon umore.
Non resta che sperare di aiutare un numero sempre maggiore di anziani, moltiplicando i nostri sforzi, e rendere intelligibile il nostro impegno con una testimonianza di carità, nell’immensa geografia della sofferenza.

E sempre per la “memoria storica” degli inizi di questa rinnovata attività di questa Comunità Camilliana sorana, inseriamo la sua “Presenza attiva” nel drammatico terremoto dell’Aquila delle 3:32 del 6 aprile, quando mise la sua novella “Struttura Sanitaria” a disposizione della “Protezione Civile”. Per raccontarla selezioniamo un passaggio del servizio che la giornalista Emanuela Micucci ha scritto per l’edizione di venerdì 8 maggio 2009 di “ ROMASETTE.itL’informazione online della Diocesi di Roma ”:

“…Sora, in provincia di Frosinone, dove hanno trovato ospitalità 40 anziani sfollati dalla casa di riposo “Ex ONPI” dell’Aquila, lesionata e resa inagibile dal terremoto che un mese fa ha colpito l’Abruzzo. Autosufficienti alcuni, molti allettati e malati di Alzheimer. Anziani bisognosi di premure e cure. Trasferiti con le cartelle cliniche e i medicinali nella residenza sanitaria assistenziale Istituto San Camillo. Una struttura nuova, inaugurata dai Religiosi Camilliani a Sora solo l’11 gennaio c.a. con le prime 10 persone anziane con disabilità neuro-motoria (…)
Circa 200 tra membri dell’Unitalsi, della Caritas, dell’Agesci. Ma anche giovani di una vicina parrocchia, semplici cittadini di Sora e Avezzano. Per loro è stato predisposto un turno ogni 15 giorni. Sono impiegati in cucina e nell’assistenza ai pasti. Ma l’aiuto maggiore è un sorriso, un po’ di compagnia, l’ascolto paziente delle storie degli anziani. Ore trascorse spingendo una carrozzina in giardino o aiutando gli ospiti a vestirsi e lavarsi, o a spiegando loro perché si trovano a Sora. Non tutti hanno consapevolezza dell’accaduto. Chi ricorda il sisma vive momenti di ansia, dolore e tristezza. I ricordi, la lontananza, si fanno sentire. Pesa la solitudine. Adattarsi al nuovo ambiente non è facile. Ma c’è anche chi chiede di restare a Sora oltre l’emergenza. Per gli operatori sociosanitari e i religiosi, passati in pochi giorni a occuparsi di 55 ospiti, è però difficile rispondere a tutte le necessità. Per questo motivo una volta a settimana arriva un’infermiera dall’Aquila che conosce i problemi e il carattere ogni degente. Un punto di riferimento per gli anziani.”

*** Galleria Fotografica della INAUGURAZIONE