Un Camilliano cantautore

 

 

La mia storia, la mia vita, tra un’alba
e un tramonto senza fine

 

Sergio Palumbo nasce a Napoli il 26 agosto del 1971. Trascorre la sua infanzia e la sua adolescenza a San Giorgio a Cremano – paese del mitico Massimo Troisi. Fin da bambino dimostra una spiccata inclinazione per la musica, al ballo e alla recitazione… “Bastava fargli sentire un bongo e partiva come quei pupazzetti che si caricano con la chiave”. A 10 anni nonno Giovanni  gli regala la sua prima chitarra (una Eko Classica), più alta e grossa di lui ovviamente. Comincia ad apprendere i primi accordi andando a lezione nella sua Parrocchia di San Giorgio (Santa Maria del Carmine) e lì inizia ad animare la Messa domenicale con un piccolo coro; appuntamento al quale difficilmente mancava.

Dopo le scuole medie avrebbe voluto iniziare gli studi al conservatorio di Napoli, ma una serie di circostanze e di opposizioni lo inducono  a iscriversi ad altri Istituti Professionali. Ne cambia diversi, non riesce a trovare la sua strada. A 17 anni decide di mettersi a lavorare. Nel frattempo la sua passione e il suo interesse per il mondo dello spettacolo crescono sempre di più. Ha l’occasione di fare un provino a Cinecittà alla “Rassegna degli Attori”. Invia le sue foto, lo chiamano. E’ lo zio ad accompagnarlo. Il provino va bene. E’ in attesa di risposta, quando…

In quel periodo i religiosi camilliani di S. Giorgio a Cremano organizzarono un campo scuola. Alcuni amici lo convinsero a prendervi parte e, nonostante le sue perplessità, forse guidato da un desiderio di sosta che gli permettesse di evadere per qualche giorno dal “tram-tram” quotidiano, accetta. Tutto questo, però, non faceva più parte del suo mondo! Eppure c’era qualcosa che lo tratteneva; una insolita nostalgia di Dio. Si poneva delle domande che non trovavano risposta immediate e convincenti. In quella settimana qualcosa di forte accade. Come un lampo a ciel sereno, qualcuno o qualcosa avevano fatto irruzione nella sua vita: era Dio, che si affacciava e si lasciava intravedere al balcone della sua esistenza.

Colpo di fulmine? Una cosa era certa: voleva fare qualcosa per gli altri e… per sé. E per quanto possa sembrare assurdo, per certi versi inspiegabile, la sua vita cambia dalla notte al giorno..

Inizia il suo percorso spirituale, e dopo alcuni mesi si ritrova a Calcutta (India).

Era il 1989, con Madre Teresa di Calcutta, Sergio, sperimenta cosa significa mettersi al servizio di coloro che tra i poveri sono i più poveri. Trascorrono otto mesi, periodo durante il quale lavora tra le povertà materiali e spirituali di quella città, della gente, dei poveri, dei malati, ma ha anche l’opportunità di crescere umanamente e spiritualmente svolgendo attività assistenziali presso i vari centri delle “Missionarie della Carità”, accanto ai malati di lebbra. Il suo rapporto con Madre Teresa, oltre che personale, diventa per lui una base solida che gli consentirà di affrontare con coraggio il cammino intrapreso e orientarsi verso una scelta definitiva. Quell’esperienza forte lo segnerà fino ad oggi. In quel periodo comincia a dare sfogo alla sua vena compositiva e scrive alcune canzoni che rispecchiano il vissuto di quei mesi.

Una serie di vicissitudini lo costringono a rientrare in Italia. Il distacco dalla “piccola” suora e da Calcutta non fu facile. Ma anche in quella vicenda c’era un disegno superiore…

 

Rientrato in Italia, dopo una breve pausa di riflessione, entra nell’Ordine dei Ministri degli Infermi, comunemente chiamati “Camilliani”, fondati da San Camillo De Lellis alla fine del 1500. Proprio lì, a San Giorgio a Cremano, dove era iniziato tutto. Il Carisma dell’Istituto si dedica ai malati, e per saperne di più visita i siti web www.camilliani.org  www.sancamillo.org

Finalmente il cammino intrapreso qualche anno fa trova il suo orientamento definitivo. Inizia gli studi di filosofia e teologia alla Pontificia Università Lateranense di Roma e il 18 settembre 1999 viene ordinato sacerdote. Completa il suo iter studiorum al “Camillianum”, specializzandosi in Teologia Pastorale Sanitaria, che gli consente di avere una visione più completa sul mondo della salute e della sanità, ambiti nei quali l’Ordine religioso a cui appartiene, da’ il suo prezioso contributo in diverse parti del globo. L’anno dopo la sua ordinazione viene mandato dai superiori all’Ospedale “San Camillo” di Roma come cappellano, dove svolge il suo ministero per quattro anni circa. In questi anni ha anche l’opportunità di raggiungere più volte l’Africa, Burkina Faso e Benin. Cultura, colori, suoni dell’Africa occidentale si mescolano al suo istinto musicale mediterraneo, e ne fa tesoro...

 

In questo suo viaggio di vita una sola cosa non ha mai dimenticato di mettere nella sua valigia: la passione per la musica, la voglia di scrivere canzoni, cantare…, accompagnato naturalmente dalla convinzione di essere un religioso camilliano “per” e “tra” la gente.

Dopo tanti freni e pause, causati dal suo primo impegno, lo studio per il raggiungimento del suo obiettivo – religioso sacerdote camilliano – , e dalle prime responsabilità ministeriali, ora intende concretizzare un progetto, forse un sogno…