In vista del 400mo del Transito di San Camillo, -14 luglio 2014 -, i Camilliani, hanno dato l’avvio ad un articolato programma che spazia in ogni settore avvalendosi dell’apporto di propri religiosi, come è ovvio, ma coinvolgendo la “Famiglia Camilliana” nella sua costituzione più allargata.

Particolarmente richiama la nostra attenzione l’elemento innovativo di realizzare una “fiction”, televisiva o cinematografica che si voglia, affidando la stesura del sceneggiatura a persona di notevole professionalità, quale è il professore Vittorino Testa.

L’amabile visitatore certamente si starà domandando, leggendo il titolo di questo “abstract”, cosa ha a che fare un Pittore come il Caravaggio con un Santo come Camillo de Lellis! Giusto… è che nella prima stesura del copione il Testa li fa incontrare! Una ipotesi affascinante… ma che fondamento storico esiste?

Ora si dà il caso che chi ha dimestichezza con le fonti storiche camilliane, anche se modesta come quella del sottoscritto, la lettura di quelle “scene” da girare, lo hanno fatto sobbalzare sulla sedia, e lo hanno catturato in un pressante e quasi ossessivo interrogativo: ma è possibile mai che nessuno ne abbia mai scritto, e sia sfuggito non solo agli storici del suo tempo, ma anche ai nostri contemporanei Padri Mario Vanti e Piero Sannazzaro, - due autentici “mostri sacri” della storiografia del nostro Santo e dell’Ordine Camilliano -, che hanno scovato e portato alla luce anche i più piccoli risvolti della copiosa antica raccolta documentaria camilliana?

Di rincalzo il sottoscritto scopre che la “Pro Loco di Bucchianico”, - www.proloco-bucchianico.it -, ha postato un servizio di un suo collaboratore che con l’avallo di un romanzo del ben noto Andrea Camilleri, espone la rivelazione dell’esistenza in Messina di un’opera del Caravaggio eseguita a suo tempo per la Chiesa officiata dai “Crociferi”, alias i Camilliani, adombrando la possibilità che oltre ai religiosi locali il Caravaggio doveva avere avuto contatti personale in Roma con l’allora “Padre Camillo”.

Avviata la ricerca storica ben presto si scopre che i “due” hanno in comune la frequenza di Cardinali, di note famiglie romane, e di luoghi, e considerando che la Roma del tempo era di modeste dimensioni permette alla fantasia che personaggi così “grandi” non si ignorarono.

Anticipiamo la conclusione del “saggio” rimandando alla lettura del tutto:

«Ed eccoci alla conclusione di questa ricerca, che ha seguito una traccia alquanto fuori dal normale di interessarsi del nostro San Camillo, somigliante piuttosto ad  una galoppata nei secoli andati, e che forse a molti porrà l’interrogativo “ad quid?”, ritenendo marginale e di poco interesse per quel che è stato Camillo un «“Uomo-Santo” o un “Santo-Uomo”», e potrebbe anche suonare giusta una critica espressa in questi termini.

Ritengo però che l’esplorare e raggiungere il Soggetto in causa nel suo ambiente storico, e nel suo contenuto religioso-sociale, provocato da quella intuizione del Prof. Testa per la “fiction” che sta preparando, non sia poi tanto da buttar via…

Non s’è trovato alcun documento che apertamente dà certezza che ci siano stati incontri, è vero, però - e lo ribadiamo -, la frequentazione in comune di Cardinali, di famiglie notabili romane, di luoghi vissuti in contemporanea fa sognare che sia avvenuto.

E resta la soddisfazione di aver passato in rassegna ed evidenziato come due Persone, su tracciati diversi di vita hanno segnato profondamente il loro tempo e rivoluzionato gli ambiti nei quali si muovevano.»

 

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