Corso di formazione permanente tenuto
da p. Francisco Alvarez

 

Dal 30 aprile al 4 maggio 2012 si è tenuto, presso la Casa Provincializia di San Giorgio a Cremano (Na), un corso di aggiornamento per i Religiosi Camilliani residenti in Italia. Il corso, organizzato dal Segretariato Italiano per la Formazione, ha visto la partecipazione di circa venti religiosi provenienti da varie comunità della penisola. La proposta tematica è stata offerta da p. Francisco Alvarez, superiore provinciale della Provincia Spagnola e docente di Teologia della Carità presso il Camillianum di Roma.

I Religiosi convenuti sono stati coinvolti da p. Alvarez in un lavoro di approfondimento e di meditazione su “La lettura spirituale della Costituzione”, avendo così la possibilità di ricordare che ci si può accostare alla Costituzione dei Ministri degli Infermi, non solo da un punto di vista soltanto giuridico o teologico in senso stretto, ma per coglierne la spiritualità sottesa presente in tutto il documento.

 Dopo aver illustrato lo sviluppo storico della Costituzione e alcune fondamentali revisioni che prossimamente saranno apportate, p. Alvarez ha condotto i partecipanti a scrutare come essa offra chiaramente le linee guida perché si possa parlare di una spiritualità camilliana che, proprio per il suo aggettivo specifico, non vede la vita spirituale come qualcosa di intimistico, privato e catalogato, come uno dei tanti possibili “compartimenti stagno” di un religioso camilliano. Si è invece uomini spirituali perché “trasformati, sanati e salutari” sul modello di Camillo de’ Lellis, il totalmente trasformato perché convertito. La stessa Comunità camilliana – con il suo carisma specifico e il suo ministero misericordioso per i sofferenti - è vista come “spirituale”, perché dallo Spirito, cioè suo dono alla Chiesa e al mondo. La Comunità è, nella Costituzione, come “l’ombrello” sotto cui tutta la vita è posta, luogo teofanico e antropofanico, d’incontro esperienziale con Dio e i fratelli. Anche i Consigli evangelici sono presentati con “note camilliane”: la castità come nuovo modo d’amare, ha il proprio riferimento nell’Incarnazione del Verbo che permette di scorgere in qualsiasi corpo e in qualsiasi persona il Cristo di Dio, e in Camillo “dallo sguardo mutato” che scorge le piaghe del Crocifisso nei corpi nudi e martoriati; la povertà quale questione di fede e di fiducia, che non disprezza nulla di quanto è umano ma al contempo è fonte di libertà, facendosi sentire in particolare al cospetto delle grandi domande dei sofferenti sul senso ultimo della loro vita: lì ci si accorge di essere poveri e di poter offrire solo una sincera condivisione delle angosce e della rabbia; un’obbedienza che non è solo consegna a Dio della propria volontà, ma concreta accoglienza della mediazione offerta dalla Comunità e dai malati, per Camillo i nostri nuovi signori e padroni. E tutto questo nostro essere è riportato poi nell’esperienza di servizio, il quale trova la fonte d’ispirazione nei testi classici – trattati anche dalla Costituzione – quali Mt 25, 36-40 e Lc 10, 37 e ss., ma anche in Gv 10, 10 dove si afferma che il Cristo è venuto a dare la vita e a darla in abbondanza. Accennando a questo passo, p. Alvarez parlava di una biofilia cristica da scoprire, specie da parte camilliana: si tratta di un amore tremendo per la vita finché è vita, una passione per il vivente che parte dall’accoglienza della propria esistenza, dall’aver imparato ad ascoltare il battito del proprio cuore e contemplare in questo una meraviglia del Creatore. Dare la vita in abbondanza si concretizza nel gesto instancabile di Camillo che, piagato alle gambe, fa chilometri per cucinare un uovo ad un malato o impara a fare da balia ai neonati i cui genitori erano allettati.

Ed infine si è arrivati a comprendere come la preghiera specificatamente camilliana è quella che valorizza la relazione: essa stessa è una relazione viva col Dio vivo, che nasce dalle relazioni quotidiane avute con quanti ci circondano. La stessa Costituzione si presta come mezzo adatto per pregare: la lettura attenta, calma e meditativa di essa, offre – in un contesto paraliturgico – la possibilità di contemplare come Dio ancora agisca nella storia degli uomini, nella nostra stessa storia. E dalla contemplazione ne scaturisce una lode.

 Al n. 87 la Costituzione ricorda come rinnovare la propria vita spirituale, culturale e professionale sia necessario per progredire nella maturazione della vita personale. Chi ha preso parte a questi giorni ha toccato con mano che, oltre ad essere necessario, un aggiornamento formativo come quello proposto da p. Alvarez può risultare anche piacevole. L’augurio è che tanti altri confratelli oltre ad avvertire la formazione come necessità, ne scoprano anche la piacevolezza!  

Alfredo Tortorella