MESSAGGIODEL SANTO PADRE 

PER LA

GIORNATA MONDIALE DEL MALATO

Lourdes,11 febbraio 2004

Al Venerato Fratello

JAVIER Card. LOZANO BARRAGÁN

Presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari

1. La Giornata Mondiale del Malato, ricorrenza che annualmente si svolgein un Continente diverso, assume questa volta un singolare significato.Essa, infatti, avrà luogo a Lourdes, in Francia, localitàdove la Vergine apparve l’11 febbraio del 1858, e che da allora èdiventata meta di tanti pellegrinaggi. La Madonna ha voluto, in quellaregione montagnosa, manifestare il suo amore materno specialmente versoi sofferenti e gli ammalati. Da allora continua a farsi presente con costantesollecitudine.

E’ stato scelto tale Santuario, perché nel 2004 cade il 150°anniversario della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione.Era, infatti, l’8 dicembre 1854, quando il mio Predecessore di felice memoria,il Beato Pio IX, con la Bolla dogmatica Ineffabilis Deus affermòessere "rivelata da Dio la dottrina che sostiene che la beatissima VergineMaria fu preservata, per particolare grazia e privilegio di Dio onnipotente,in previsione dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano,immune da ogni macchia di peccato originale fin dal primo istante del suoconcepimento" (DS 2803). A Lourdes Maria, parlando nel dialettodel posto, disse: "Que soy era Immaculada Councepciou".

2.Con queste parole non voleva forse la Vergine esprimere anche il legameche la unisce alla salute e alla vita? Se per la colpa originale èentrata nel mondo la morte, per i meriti di Gesù Cristo, Dio hapreservato Maria da ogni macchia di peccato, ed è venuta a noi lasalvezza e la vita (cfr Rm 5,12-21).

Il dogma dell'Immacolata Concezione ci introduce nel cuore del misterodella Creazione e della Redenzione (cfr Ef 1,4-12; 3,9-11). Dioha voluto donare all’umana creatura la vita in abbondanza (cfr Gv10,10), condizionando, tuttavia, questa sua iniziativa ad una rispostalibera ed amorevole. Rifiutando questo dono con la disobbedienza che portòal peccato, l’uomo ha tragicamente interrotto il dialogo vitale con ilCreatore. Al "sì" di Dio, fonte della pienezza della vita, si èopposto il "no" dell'uomo, motivato da orgogliosa autosufficienza, forieradi morte (cfr Rm 5,19).

L’intera umanità fu pesantemente coinvolta in questa chiusuraverso Dio. Solo Maria di Nazaret, in previsione dei meriti di Cristo, fuconcepita immune dalla colpa originale e totalmente aperta al disegno divino,così che il Padre celeste poté realizzare in lei il progettoche aveva per gli uomini.

L’Immacolata Concezione prelude all’intreccio armonioso tra il "sì"di Dio e il "sì" che Maria pronuncerà con totale abbandono,quando l’angelo le recherà l’annuncio celeste (cfr Lc 1,38).Questo suo "sì", a nome dell’umanità, riapre al mondo leporte del Paradiso, grazie all’incarnazione del Verbo di Dio nel suo senoad opera dello Spirito Santo (cfr Lc 1,35). L’originario progettodella creazione viene così restaurato e potenziato in Cristo, ein tale progetto trova posto anche lei, la Vergine Madre.

3. Sta qui la chiave di volta della storia: con l'Immacolata Concezionedi Maria ha avuto inizio la grande opera della Redenzione, che si èattuata nel sangue prezioso di Cristo. In Lui ogni persona è chiamataa realizzarsi in pienezza fino alla perfezione della santità (cfrCol1,28).

L’Immacolata Concezione è, pertanto, l’alba promettente del giornoradioso di Cristo, il quale con la sua morte e risurrezione ristabiliràla piena armonia fra Dio e l’umanità. Se Gesù è lasorgente della vita che vince la morte, Maria è la madre premurosache viene incontro alle attese dei suoi figli, ottenendo per essi la salutedell’anima e del corpo. E’ questo il messaggio che il Santuario di Lourdescostantemente ripropone a devoti e pellegrini. Questo è anche ilsignificato delle guarigioni corporali e spirituali che si registrano allagrotta di Massabielle .

Dal giorno dell’apparizione a Bernadetta Soubirous, Maria in quel luogoha "curato" dolori e malattie, restituendo a tanti suoi figli anche lasalute del corpo. Prodigi, però, ben più sorprendenti haoperato nell’animo dei credenti, aprendo il loro animo all’incontro conil suo figlio Gesù, risposta vera alle attese più profondedel cuore umano. Lo Spirito Santo, che la coprì con la sua ombraal momento dell'Incarnazione del Verbo, trasforma l’animo di innumerevolimalati che a Lei ricorrono. Anche quando non ottengono il dono della salutecorporale, possono sempre riceverne un altro ben più importante:la conversione del cuore, fonte di pace e di gioia interiore. Questo donotrasforma la loro esistenza e li rende apostoli della croce di Cristo,vessillo di speranza, pur fra le prove più dure e difficili.

4. Nella Lettera apostolica Salvifici doloris osservavo che lasofferenza appartiene alla vicenda storica dell’uomo, il quale deve impararead accettarla e superarla (cfr n. 2: AAS 576 [1984], 202). Ma comelo potrà, se non grazie alla croce di Cristo?

Nella morte e risurrezione del Redentore la sofferenza umana trova ilsuo significato più profondo e il suo valore salvifico. Tutto ilpeso di tribolazioni e dolori dell’umanità è condensato nelmistero di un Dio che, assumendo la nostra natura umana, si è annientatosino a farsi "peccato in nostro favore" (2 Cor 5,21). Sul GolgotaEgli si è caricato delle colpe d’ogni umana creatura e, nella solitudinedell’abbandono, ha gridato al Padre: "Perché mi hai abbandonato?"(Mt27,46).

Dalparadosso della Croce scaturisce la risposta ai nostri più inquietantiinterrogativi. Cristo soffre per noi: Egli prende su di séla sofferenza di tutti e la redime. Cristo soffre con noi, dandocila possibilità di condividere con Lui i nostri patimenti. Unitaa quella di Cristo, l’umana sofferenza diventa mezzo di salvezza. Eccoperché il credente può dire con san Paolo: "Perciòsono lieto delle sofferenze che sopporto per voi e completo quello chemanca nella mia carne ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo cheè la Chiesa" (Col 1,24). Il dolore, accolto con fede,diventa la porta per entrare nel mistero della sofferenza redentrice delSignore. Una sofferenza che non toglie più la pace e la felicità,perché è illuminata dal fulgore della risurrezione.

5. Ai piedi della Croce soffre in silenzio Maria, partecipe in modospecialissimo dei patimenti del Figlio, costituita madre dell’umanità,pronta ad intercedere perché ogni persona possa ottenere la salvezza(cfr Giovanni Paolo II, Lett. ap. Salvifici doloris [11 febbraio1984], 25: AAS 76 [1984], 235-238).

A Lourdes non è difficile comprendere questa singolare partecipazionedella Madonna al ruolo salvifico di Cristo. Il prodigio dell’ImmacolataConcezione ricorda ai credenti una verità fondamentale: èpossibile conseguire la salvezza solo partecipando docilmente al progettodel Padre, che ha voluto redimere il mondo attraverso la morte e la risurrezionedel suo unigenito Figlio. Con il Battesimo il credente viene inserito inquesto disegno salvifico ed è liberato dalla colpa originale. Lamalattia e la morte, pur restando presenti nell’esistenza terrena, perdonotuttavia il loro senso negativo. Alla luce della fede, la morte del corpo,vinta da quella di Cristo (cfr Rm 6,4), diventa il passaggio obbligatoalla pienezza della vita immortale.

6. Il nostro tempo ha fatto grandi passi nella conoscenza scientificadella vita, fondamentale dono di Dio del quale noi siamo gli amministratori.La vita va accolta, rispettata e difesa dal suo inizio fino al suo naturaletramonto. Con essa va tutelata la famiglia, culla di ogni vita nascente.

Si parla ormai correntemente di "ingegneria genetica" alludendo allestraordinarie possibilità che la scienza oggi offre di interveniresulle fonti stesse della vita. Ogni autentico progresso in questo camponon può che essere incoraggiato, purché rispetti sempre idiritti e la dignità della persona fin dal suo concepimento. Nessuno,infatti, può arrogarsi la facoltà di distruggere o di manipolareindiscriminatamente la vita dell’essere umano. Compito specifico deglioperatori nel campo della Pastorale della Salute è di sensibilizzarequanti lavorano in questo delicato settore, perché si sentano impegnatia porsi sempre al servizio della vita.

In occasione della Giornata Mondiale del Malato desidero ringraziaretutti gli agenti della Pastorale della Salute, specialmente i Vescovi chenelle diverse Conferenze episcopali curano questo settore, i Cappellani,i Parroci e gli altri sacerdoti impegnati in quest’ambito, gli Ordini ele Congregazioni religiose, i volontari e quanti non si stancano di offrireuna testimonianza coerente della morte e risurrezione del Signore di frontealle sofferenze, al dolore ed alla morte.

Vorrei estendere la mia riconoscenza agli operatori sanitari, al personalemedico e paramedico, ai ricercatori, specialmente a quelli che si dedicanoalla messa a punto di nuovi farmaci, e a coloro che curano la produzionedi medicine accessibili anche ai meno abbienti.

Affido tutti alla Santissima Vergine, venerata nel Santuario di Lourdesnella sua Immacolata Concezione. Sia Lei ad aiutare ogni cristiano a testimoniareche l’unica risposta autentica al dolore, alla sofferenza ed alla morteè Cristo, nostro Signore, morto e risorto per noi.

Con questi sentimenti, volentieri invio a Lei, venerato Fratello, eda quanti partecipano alla celebrazione della Giornata del Malato, una specialeBenedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 1 Dicembre 2003

IOANNES PAULUS II
Letteraistitutiva della “GIORNATA”

** *

SANTAMESSA

Canto d’ingresso

Il celebrante:
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti: Amen.
Il celebrante:
La pace sia con voi.
Tutti: E con il tuospirito.
Il celebrante:

Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostripeccati.

Una breve pausa di silenzio invitaalla riflessione e al pentimento.

Il celebrante:
Signore, che hai preso su dite le nostre sofferenze, e hai portatoi nostri dolori, abbi pietà di noi.
Tutti: Signore,pietà.
11 celebrante:
Cristo, che nella tua bontà verso tutti sei passato beneficandoe risanando gli infermi, abbi pietà di noi.
Tutti: Cristo, pietà.
Il celebrante:
Signore, che ti sei fatto uomo per guarire le nostre infermità,abbipietà di noi.
Tutti: Signore, pietà.
Il celebrante:
Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccatie ci conduca alla vita eterna.
Tutti: Amen.

Gloria a Dio nell’alto dei cieli...

Preghiamo.

O Dio, il cui unico Figlio ha preso su di sé la povertàe la debolezza di tutti gli uomini, rivelando il valore misterioso dellasofferenza, benedici i nostri fratelli infermi, perché tra le angustiee i dolori non si sentano soli, ma uniti a Cristo, medico dei corpi e delleanime, godano della consolazione promessa agli afflitti. Per il nostroSignore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regnacon te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

Tutti: Amen.
 
 

LITURGIADELLA PAROLA

Primalettura
"Lo Spirito del Signore mi ha mandato,
per consolare tutti gli afflitti"

Dal libro del profeta Isaia 61, 13a

Lo Spirito del Signore Dio è su di me perché il Signoremi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzioai poveri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertàdegli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno dimisericordia del Signore, un giorno di vendetta per il nostro Dio, perconsolare tutti gli afflitti, per allietare gli afflitti di Sion, per dareloro una corona invece dell’abito da lutto, canto di lode invece di uncuore mesto.
Parola di Dio.

Salmo responsoriale
Il Salmista: dal Salmo26
Il Signore è mia luce e mia salvezza,
di chi avrò timore?
L ‘Assemblea ripete: IlSignore...

Il Salmista:
1. Il Signore è mia luce e mia salvezza, di chi avròtimore?
Il Signore è difesa della mia vita, di chi avrò paura?
L’Assemblea: Il Signore...

Il Salmista:
2. Una cosa domando al Signore,questa sola cercherò:
abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita.
L’Assemblea: Il Signore...

Il Salmista:
3.Ascolta la mia voce: io grido:
pietà di me! Rispondimi. Dite ha detto il mio cuore: "Cercateil suo volto".
L ‘Assemblea: IlSignore...

Il Salmista:
4. Il tuo volto, Signore, io cerco:
non nascondermi il tuo volto, non respingere con ira il tuo servo;ilmio aiuto sei tu.
L ‘Assemblea: IlSignore...

Seconda lettura
"Siete ricolmi di gioia, anche se
ora dovete essere per un po’ di tempoafflitti"

Dalla prima lettera di San Pietro apostolo 1, 39

Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo;nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati, mediante larisurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, peruna eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce.Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio sietecustoditi mediante la fede, per la vostra salvezza, prossima a rivelarsinegli ultimi tempi. Perciò siete ricolmi di gioia, anche se oradovete essere per un po’ di tempo afflitti da varie prove, perchéil valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, purdestinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloriae onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senzaaverlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultatedi gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta dellavostra fede, cioè la salvezza delle anime.
Parola di Dio.
Tutti: Rendiamo graziea Dio.

Acclamazione al Vangelo
Alleluia, Alleluia,
Alleluia, Alleluia.
L ‘Assemblea ripete:Alleluia….

Sal 32, 20. 22
L’anima nostra attende il Signore, egli è nostro aiuto e nostroscudo.
L ‘Assemblea: Alleluia

Sia su di noi la tua grazia, Signore, perché in te speriamo.
L’Assemblea: Alleluia….

Vangelo
"Signore, se vuoi, tu poi sanarmi"

Il celebrante: Il Signoresia con voi.
Tutti: E con il tuo spirito.

Dal Vangelo secondo Matteo 8, 14
Tutti:
Gloria a te, o Signore.

Quando Gesù fu sceso dal monte, molta folla lo seguiva. Edecco venire un lebbroso e prostrarsi a lui dicendo: "Signore, se vuoi,tupuoi sanarmi".
E Gesù stese la mano e lo toccòdicendo:"Lovoglio, sii sanato". E subito la sua lebbra scomparve.
Poi Gesù gli disse: "Guardati dal dirlo a qualcuno, ma va’amostrarti al sacerdote e presenta l’offerta prescritta da Mosè,eciò serva come testimonianza per loro".
Parola del Signore.
Tutti: Lode a te, o Cristo.

OMELIA

Ilcelebrante tenga presente il

Messaggiodel Santo Padre

RITOdell’UNZIONE DEGLI INFERMI

Preghieralitanica e imposizione delle mani

Il celebrante:
Fratelli e sorelle, rivolgiamo ora al Signore la preghiera della fedeper i nostri fratelli malati, e chiediamo alla bontà di Dio cheascolti la nostra preghiera.

Il Cantore:
Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Signore.
L’Assemblea ripete: Ascoltaci,o Signore

Il Diacono: Perchéil Signore venga a visitare gli infermi che saranno confortati con la santaUnzione, preghiamo.
L’Assemblea: Ascoltaci,o Signore.

Il Diacono: Perché nella sua potenza liberi tutti gliinfermi da ogni male, preghiamo.
L’Assemblea: Ascoltaci,o Signore.

Il Diacono: Perché nella sua bontà rechi sollievoalle sofferenze di tutti gli infermi, preghiamo.
L’Assemblea: Ascoltaci,o Signore.

Il Diacono: Perché assista quanti si dedicano alla curae al servizio degli infermi, preghiamo.
L’Assemblea: Ascoltaci,o Signore.

Il Diacono: Perchétutti i malati avvertano in questo momento e sempre il conforto della suagrazia, preghiamo.
L’Assemblea: Ascoltaci,o Signore.

Quindi il celebrante impone le mani sul capo degli infermi, senzanulla dire.
Tutti pregano in silenzio.

Benedizione dell’olio

(Il celebrante procede alla benedizionedell’olio per l’unzione dei malati)

Preghiamo
O Dio, Padre di ogni consolazione, che per mezzo del tuo Figliohai voluto recare sollievo alle sofferenze degli infermi, ascolta la preghieradella nostra fede: manda dal cielo il tuo Spirito Santo Paràclitosu quest’olio che ci viene dal frutto dell’olivo per nutrimento e sollievodel nostro corpo; effondi la tua santa benedizione, perché quantiriceveranno l’unzione di quest’olio ottengano conforto nel corpo, nell’animae nello spirito, e siano liberi da ogni dolore, da ogni debolezza, da ognisofferenza. Sia un olio santo da te benedetto per noi, nel nome del nostroSignore Gesù Cristo, che vive e regna con te per tutti i secolidéi secoli:
L’Assemblea: Amen.

Sacra Unzione

Il celebrante e altri presbiteri presentiungono con l’Olio santo alcuni infermi sulla fronte e sulle mani, dicendo:

C. - Per questa santa Unzione e la sua piissima misericordia ti aiutiil Signore con la grazia dello Spirito Santo.
R. - Amen.
C. - E, liberandoti dai peccati, ti salvi e nella sua bontàti sollevi.
R. - Amen.

(Mentre i presbiteri procedono allaUnzione, Schola e Assemblea pregano)

Il Lettore:
Fratelli, innalziamo le nostre preghiere a Dio, Padre di tutte le misericordie,perchéguardi con bontà ai fratelli e sorelle malati, qui presenti o spiritualmenteuniti a noi nella preghiera, perché ad essi conceda l’aiuto celeste,e li unisca a Cristo, che in essi continuala sua passione per la salvezzadel mondo.

Il Cantore: Dio, Padreceleste.
L’Assemblea: Abbi pietàdi noi.

1. Per la santa Chiesa di Dio: perché sia sacramento vivo edefficace di unità per il genere umano, mistero di salvezza per tuttigli uomini.

Il Cantore: Dio, Padreceleste.
L’Assemblea: Abbi pietàdi noi.

2. Per questi nostri fratelli malati: perché, per la sacra unzioneche ricevono si sentano rinfrancati dalla fiducia in Dio e ottengano forzenuove contro le tentazioni del maligno e l’ansietà della morte.

Il Cantore: Dio, Padreceleste.
L’Assemblea: Abbi pietàdi noi.

3. Per tutti coloro che soffrono nel corpo e nello spirito: perchéabbiano la forza della grazia di Dio per non lasciarsi abbattere, con ilpericolo che la tentazione faccia vacillare la loro fede.

Il Cantore: Dio, Padre celeste.
L’Assemblea: Abbi pietàdi noi.

4.Per i medici e per tutti coloro che sono addetti al servizio degliinfermi: perché non tralascino nulla di quanto può esserefatto per recare sollievo al corpo e allo spirito di chi soffre.

Il Cantore: Dio, Padreceleste.
L’Assemblea: Abbi pietàdi noi.

Il Lettore:
Fratelli, preghiamo insieme il Signore, Medicodelle anime e dei corpi, perché guardi con amore i nostrifratelliche soffrono, e si affretti a liberarli dalle loro pene.

Il Cantore: Dio, Figlio,Redentore del mondo.
L’Assemblea: Abbi pietàdi noi.

1. Signore ricco di misericordia, soccorri i malati, consola gli anziani,nutrigli affamati; fa’ risplendere in tutti la vittoria della Croce.

Il Cantore: Dio, Figlio,Redentore del mondo.
L’Assemblea: Abbi pietàdi noi.

2. Cristo, Figlio di Dio, tu che ci hai dato Maria per Madre, concediper sua intercessione la salute ai malati, il conforto agli afflitti, ilperdono ai peccatori.

Il Cantore: Dio, Figlio,Redentore del mondo.
L’Assemblea: Abbi pietàdi noi.

3. Cristo nostro Redentore, non dimenticare i poveri e coloro che vivononella solitudine e nell’abbandono: sappiano trovare gioia e consolazione daifratelli.

Il Cantore: Dio, Figlio,Redentore del mondo.
L’Assemblea: Abbi pietàdi noi.

4. Cristo nostro fratello, suscita nella tua Chiesa uomini sensibili,capacidi intuire, capire e aiutarechisoffre e chi muore.

Il Cantore: Dio, Figlio,Redentore del mondo.
L’Assemblea: Abbi pietàdi noi.

Il Lettore:
Fratelli carissimi, Cristo nostro Signore è presente in mezzoa noi riuniti nel suo nome. Rivolgiamoci a lui come gli infermi del Vangelo,invocandoil dono dello Spirito Consolatore.

Il Cantore: Dio, SpiritoSanto.
L’Assemblea: Abbi pietàdi noi.

1. Signore Gesù, che sei passato beneficando e risanando tutti,fa’che i malati sappiano associarsi spontaneamente alla tua passione e morte,per contribuire al bene del Popolo di Dio.

Il Cantore: Dio, SpiritoSanto.
L’Assemblea: Abbipietà di noi.

2. Cristo, che nelle nostre sofferenze rinnovi sempre le meravigliedella tua passione, dona sollievo ai malati, conforto ai moribondi: visitae rinnova tutti gli uomini con la tua misericordia.

Il Cantore: Dio, SpiritoSanto.
L’Assemblea: Abbipietà di noi.

3. Signore, tu che hai aperto gli occhi ai ciechi e hai dato l’uditoai sordi, guarda la nostra debolezza, guarisci la nostra incredulitàe vieni sempre in nostro aiuto, perché nulla possiamo senza dite.

Il Cantore: Dio, SpiritoSanto.
L’Assemblea: Abbipietà di noi.

4. Cristo sofferente e glorificato, che hai fatto tuoi i dolori di tuttigli uomini, fa’ che i nostri fratelli malati ricordino a chi è insalute che ci sono beni essenziali e duraturi da tener presenti, e chesolo il mistero della tua morte e risurrezione può redimere e salvarequesta nostra vita mortale.

Il Cantore: Dio, SpiritoSanto.
L’Assemblea: Abbipietà di noi.

Orazione

Preghiamo
Signore Gesù Cristo, che ti sei fatto uomo per salvarci dalpeccato e dalle malattie, guarda con bontà questi nostri fratelliche attendono da te la salute del corpo e dello spirito: nel tuo nome noiabbiamo dato ad essi la santa Unzione, tu dona loro vigore e conforto,perchéritrovino le energie, vincano ogni male e nella presente sofferenza sisentano uniti alla tua passione redentrice. Tu che vivi e regni nei secolidei secoli.
Tutti: Amen.
 

Credo in un solo Dio...

LITURGIAEUCARISTICA

(Mentre vengono portati al celebrantei doni per il sacrificio, la Schola e l’Assemblea iniziano il canto dioffertorio).

Orazione sulle offerte

O Dio, che vegli con amore di padre sulle vicende della nostra vita,accoglii doni e le preghiere che ti offriamo per i fratelli infermi, e fa’ chela nostra trepidazione per la loro salute si trasformi in gioioso ringraziamento.Per Cristo nostro Signore.
Tutti: Amen.

Preghieraeucaristica


Il celebrante inizia il prefazio:

C. Il Signore sia con voi.
T. E con il tuo spirito.
C. In alto i nostri cuori.
T. Sono rivolti al Signore.
C. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
T. E cosa buona e giusta.

Èveramente cosa buonae giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e inogni luogo a te, Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno.
Abbiamo riconosciuto il segno della tua immensa gloria quando haimandato tuo Figlio a prendere su di sé la nostra debolezza; in luinuovo Adamo hai redento l’umanità decaduta, e con la sua morte cihai resi partecipi della tua vita immortale. Per mezzo di lui si allietanogli Angeli e nell’eternità adorano la gloria del tuo volto. Al lorocanto concedi, o Signore, che si uniscano le nostre umili voci nell’innodi lode:

La Schola e l’Assemblea:Santo,Santo,Santo...

Il celebrante:

Padre veramente santo, fonte di ognisantità.

CC santifica questi doni con l’effusionedel tuo Spirito,perché diventino per noi il corpo e il sangue diGesù Cristo nostro Signore.

Egli, offrendosi liberamente alla suapassione, prese il pane e rese grazie, lo spezzò, lo diede ai suoidiscepoli, e disse:

Prendete,e mangiatene tutti:

questoè il mio Corpo

offertoin sacrificio per voi.

Dopo la cena, allo stesso modo, preseil calice e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

Prendete,e bevetene tutti:

questoè il calice del mio Sangue perlanuova ed eterna alleanza,

versatoper voi e per tutti in remissione dei peccati.

Fatequesto in memoria di me.

Il celebranteMisterodella fede.

L’ Assemblea acclama: Annunziamola tua morte,Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa dellatua venuta.

Celebrando il memoriale della morte erisurrezione del tuo Figlio, ti offriamo, Padre, il pane della vita e ilcalice della salvezza,e ti rendiamo grazie per averci ammessi alla tuapresenza a compiere il servizio sacerdotale.
Ti preghiamo umilmente: per la comunioneal corpo e al sangue di Cristo, lo Spirito Santo ci riunisca in un solocorpo.

(Preghiera per la Chiesa, per i defuntie per tutti i presenti).

1C. - Ricordati, Padre, della tua Chiesadiffusa su tutta la terra: rendila perfetta nell’amore, in unione con ilnostro Papa Giovanni Paolo il nostro Vescovo… e tutto l’ordine sacerdotale.

2C.- Ricordati dei nostri fratelli, che si sono addormentati nella speranzadella risurrezione, e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza:ammettili a godere la luce del tuo volto. Di noi tutti abbi misericordia:donaci di aver parte alla vita eterna, insieme con la beata Maria, Verginee Madre di Dio, con gli apostoli e i santi, che in ogni tempo ti furonograditi: e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua gloria.

PerCristo, con Cristo e in Cristo a te, Dio Padre onnipotente, nell’unitàdello Spirito Santo ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.

Tutti: Amen.

Riti di comunione

Il celebrante:
Guidati dallo Spirito di Gesùe illuminati dalla sapienza del Vangelo, osiamo dire:

Padre Nostro…

Liberaci, o Signore, da tutti i mali,concedi la pace ai nostri giorni, e con l’aiuto della tua misericordiavivremo sempre liberi dal peccato e sicuri da ogni turbamento, nell’attesache si compia la beata speranza e venga il nostro salvatore GesùCristo.

L’Assemblea conclude con l’acclamazione:
Tuo è il regno, tua la potenzae la gloria nei secoli.

Rito della pace

Signore Gesù Cristo, che hai dettoai tuoi apostoli: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace", non guardareai nostri peccati, ma alla fede della tua Chiesa, e donale unitàe pace secondo la tua volontà, Tu che vivi e regni nei secoli deisecoli.

T. Amen.

C. La pace del Signore sia sempre convoi.

T. E con il tuo spirito.

(Il Diacono invita tutti a scambiarsiun gesto di fraternità):

Scambiatevi un segno di pace.

(i presenti si scambiano un gestod’amore, per essere degni di ricevere il Corpo del Signore).

Agnello di Dio che togli i peccati del mondo...

Beati gli invitati alla Cena del Signore
Ecco l’Agnello di Dio, che toglie i peccati del mondo.

L’Assemblea:O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di’ soltantouna parola e io sarò salvato.

(Nel frattempo inizia il canto dicomunione).

Orazione dopo la comunione

Preghiamo.

O Dio, provvido rifugio dei sofferenti,manifesta nei nostri fratelli infermi la forza risanatrice del tuo Spirito,perché tornino presto nella comunità ecclesiale a cantarele tue lodi. Per Cristo nostro Signore.

Tutti:Amen.

Il Diacono congeda l’Assemblea:

Glorificateil Signore con la vostra vita.

Andatein pace.

Tutti: Rediamograzie a Dio.

Canto di congedo
 

*** Il testo è tratto dalla pubblicazione"GIORNATAMONDIALEDEL MALATO - sussidio liturgico pastorale per la celebrazione",a curadel camilliano P. Luigi Secchi, Edizioni Camilliane, Torino 1993

* * *

Letteradel Santo Padre

GiovanniPaolo II

diistituzione della

GIORNATAMONDIALE DEL MALATO

AlVenerato Fratello

Cardinale FIORENZOANGELINI

Presidentedei Pontificio Consiglio

dellaPastorale per gli Operatori Sanitari

1.Accogliendocon favore la richiesta da Lei inoltrata, quale Presidente del PontificioConsiglio della Pastorale per gli Operatori Sanitari, ed anche come interpretedell’attesa di non poche Conferenze Episcopali e di Organismi cattolicinazionali e internazionali, desidero comunicarLe che ho deciso di istituirela “Giornata Mondiale del Malato”, da celebrarsi l’11 febbraiodi ogni anno, memoria liturgica della Beata Maria Vergine di Lourdes.Considero, infatti, quanto mai opportuno estendere a tutta la Comunitàecclesiale una iniziativache, già in atto in alcuni Paesi e regioni, ha dato frutti pastoraliveramente preziosi.

2.LaChiesa che, sull’esempio di Cristo, ha sempre avvertito nel corso deisecoli il dovere del servizioai malati e ai sofferenti come parte integrante della suamissione (Dolentiumhominum, 1),è consapevole che “nell’accoglienza amorosa e generosa di ogni vitaumana, soprattutto se debole e malata, vive oggi un momento fondamentaledella sua missione” (Christifideles laici, 38). Essa inoltre noncessa di sottolineare l’indole salvifica dell’offerta della sofferenza,che, vissuta in comunione con Cristo, appartiene all’essenza stessa dellaredenzione (cf. Redemptoris missio, 78).

Lacelebrazione annuale della “Giornata Mondiale del Malato” ha quindilo scopo manifesto:

·*di sensibilizzare il Popolo di Dio e, di conseguenza, le molteplici istituzionisanitarie cattoliche e la stessa società civile, alla necessitàdi assicurare Ia migliore assistenza agli infermi;

·*di aiutare chi è ammalato a valorizzare, sul piano umano e soprattuttosu quello soprannaturale, la sofferenza;

·*a coinvolgere in maniera particolare le diocesi, le comunità cristiane,le Famiglie religiose nella pastorale sanitaria; a favorire l’impegno semprepiù prezioso del volontariato;

·*a richiamare l’importanza della formazione spirituale e morale degli operatorisanitari e, infine,

·*a far meglio comprendere l’importanza dell’assistenza religiosa agli infermida parte dei sacerdoti diocesani e regolari, nonché di quanti vivonoed operano accanto a chi soffre.

3. Comealla data dell’11 febbraio pubblicai, nel 1984, la Lettera apostolica “Salvificidoloris” sul significato cristiano della sofferenza umana e, l’anno successivo,ebbi ad istituire codesto Pontificio Consiglio della Pastorale per gliOperatori Sanitari, così ritengo significativo fissare la medesimaricorrenza per la celebrazione della “Giornata Mondiale del Malato”.Infatti,“insieme con Maria, Madre di Cristo, che stava sotto la croce, ci fermiamoaccanto a tutte le croci dell’uomo di oggi” (Salvifíci doloris,31).E Lourdes, santuario mariano tra i più cari al popolo cristiano,è luogo e insieme simbolo di speranza e di grazia nel segno dell’accettazionee dell’offerta della sofferenza salvifica.

Laprego, pertanto, di voler portare a conoscenza dei responsabili della pastoralesanitaria, nell’ambito delle Conferenze Episcopali, nonché degliOrganismi nazionali e internazionali impegnati nel vastissimo campo dellasanità, l’istituzione di tale “Giornata Mondiale del Malato”,affinché, in armonia con le esigenze e le circostanze locali, Iasua celebrazione sia debitamente curata con l’apporto dell’intero Popolodi Dio: Sacerdoti, Religiosi, Religiose e fedeli Laici.

Atale scopo, sarà premura di codesto Dicaste?ro attuare opportuneiniziative di promozione e di animazione, affinché la “GiornataMondiale del Malato” sia momento forte di preghiera, di condivisione,di offerta della sofferenza per il bene della Chiesa e di richiamo pertutti a riconoscere nel volto del fratello infermo il santo Volto di Cristo,che soffrendo, morendo e risorgendo ha operato la salvezza dell’umanità.

4.Mentreauspico la piena collaborazione di tutti per il miglior avvio e sviluppodi detta “Giornata”, ne affido l’efficacia soprannaturale alla mediazionematerna di Maria “Salus Infirmorum” e all’intercessione deiSantiGiovanni di Dio e Camillo de Lellis, Patroni dei luoghi di cura e degliOperatori Sanitari. Vogliano questi Santi estendere sempre più ifrutti di un apostolato della carità di cui il mondo contemporaneoha grande bisogno.

Avvaloraquesti voti la Benedizione Apostoli?ca, che di cuore imparto a Lei, signorCardinale, e a quanti La coadiuvano nella provvida opera a servizio deimalati.

DalVaticano, 13 Maggio 1992

Giovanni Paolo II

(InizioSanta Messa)