45° Anniversario del Pio Transito del Servo di Dio  

Nicola D'Onofrio

 

12 giugno 2009

 

Nella Chiesa della Comunità Camilliana di “Villa Sacra Famiglia in Monte Mario”, Roma, dove il giovane studente camilliano concluse la sua breve vita, è stata Celebrata l’Eucaristia presieduta dal Rev.mo P. Renato Salvatore, Superiore Generale dei Religiosi Camilliani.

Organizzata dal Postulatore Generale dell’Ordine Camilliano, il P. Luigi Secchi, erano presenti il fratello Tommaso con le figlie Maria Assunta e Nicoletta, Confratelli della Curia Generalizia e della Provincia Romana, e i Rev.di Provinciali dell’Anglo-Irlanda P. Stephen Forster e dell’Austriaca P. Gregotsch Leonhard.

Dalla sua cittadina natale di Villamagna il Parroco Mgr. Ernesto Frani, con il Sindaco Dr. Paolo Rosario e la Corale della Parrocchia S. Maria Maggiore di 40 elementi. Da Bucchianico, dove risposano i resti mortali del Servo di Dio, il P.I. Carlo Tracanna già Sindaco di Bucchianico, con gli amici Giovanni Marusco e Sulpizio.

Particolarmente significativa la presenza di rappresentanze di Congregazioni Religiose che hanno in grande stima il nostro “Servo di Dio”: le Suore di Nostra Signora della vicina Curia Generalizia dove spesso prestava il “Servizio all’Altare” con la Rev.ma Superiora Generale Madre Mary Sujita, un folto gruppo delle “Figlie di S. Camillo”, delle “Ministre degli Infermi”, delle Ancelle dell’Incarnazione fondate dal compianto camilliano P. Primo Fiocchi. Ed altre Religiose di Comunità vicine che nel tempo hanno usufruito del servizio pastorale dei Camilliani.

Con la partecipazione del camilliano irlandese P. Tom O’Connor, Missionario in Uganda, che conobbe Nicolino, un’altra presenza internazionale significativa è stata quella Don Ovidio Duarte Parroco di “S. Antonio M. Claret” in Valle Frio dell’Arcidiocesi di Maracaibo del Venezuela, a Roma per la “Visita ad Limina” dell’Episcopato di quella Chiesa. Don Ovidio da tempo è divenuto un grande estimatore di Nicolino tramite Rodrigo Serrano, aggregato all’Ordine Camilliano da qualche anno, grande divulgatore del nostro “Servo di Dio” in America Latina e oltre. Don Ovidio Duarte, a capo dell’Ufficio delle Comunicazioni Sociali della sua Arcidiocesi, sta progettando l’apertura di una “Associazione Amici di Nicola D’Onofrio” nella sua Parrocchia che conta circa 70.000 abitanti.

Molto apprezzata la partecipazione del Parroco di “Santa Chiara”, Mgr. Giuseppe Frigiola, nel cui territorio “Villa S. Famiglia” risiede.

I giovani Camilliani dello “Studentato Camilliano Romano”, con il P. Superiore Sergio Palumbo, come ogni anno hanno guidato e animato la Liturgia della Sacra Celebrazione.

Presente anche alcuni Ospiti della collegata “Casa di Cura”, una volta “Seminario Romano Camilliano" che vide il nostro NICOLINO impegnare i suoi verdi anni tutti per il Signore Suo Crocifisso, affidandosi totalmente alla materna protezione della Sua Immacolata Madre.

In questa annuale “Memoria” preziosa è stata la “Omelia-Testimonianza” di Mons. Luigi Storto, che in quel lontano 12 giugno 1964 ancora giovane laico studente, nell’ultimo incontro di qualche giorno prima si affidava alle preghiere di Nicolino per definire la scelta della sua vita.

Con parole che venivano dal cuore, ha tratteggiato il “Sacerdote che sarebbe stato" il suo grande amico Nicolino, proiettandolo nell’Anno Sacerdotale indetto da Papa Benedetto XVI che avrà inizio nella prossima Festa del Sacro Cuore.

All’interrogativo che si è posto, Don Luigi s’è dato questa risposta:

 

«Avrebbe mostrato a tutti il suo attaccamento all’Eucaristia, faro e centro della sua spiritualità ed una filiale devozione alla Madonna, punto di riferimento anche nelle battaglie quotidiane... Dico con nostalgia e rimpianto: avrebbe potuto fare tanto bene. Ma poi voglio correggermi: ha fatto e continua a fare tanto "Bene" da 50 e più anni, in vita e dopo la morte, anticipando parole pronunciate recentemente in Africa da Papa Benedetto: “Amici miei, voi siete un seme gettato da Dio nella terra; esso porta nel cuore una forza dall’Alto, la forza dello Spirito Santo. Tuttavia per passare dalla promessa di vita al frutto, la sola via possibile è offrire la vita per amore”.

Così, cari fratelli, è vissuto ed è morto Nicolino. Così ha anticipato il suo Ministero Presbiterale, in un’offerta d’amore che oggi è vissuta in una continua preghiera “sempre pronto”, come il Sommo Sacerdote della lettera agli Ebrei “ad intercedere per noi presso il Padre”. Con questi sentimenti invochiamo dal Signore il riconoscimento delle virtù vissute in modo eroico e avviamoci a celebrare un Anno Sacerdotale, propizio per riscoprire il nostro comune sacerdozio battesimale per pregare per nuove, sante vocazioni e per la perseveranza dei chiamati. In compagnia orante di un piccolo gigante della carità, che ha offerto la sua vita per amore e che ricordiamo con riconoscenza ancora viva dopo 45 anni! ». (felix pierre)

 

*** Fotocronaca dell'evento

45° Anniversario di Nicolino

 

a BUCCHIANICO  

 

Venerdì 12 giugno 2009, alle ore 19:00 nel Santuario di San Camillo abbiamo celebrato solennemente la Santa Messa nel “45º Anniversario della nascita al Cielo” del servo di Dio Nicola D'Onofrio. In rappresentanza della famiglia del giovane camilliano era presente la sua cognata Chiarina, alcuni nipoti e altri familiari, poiché il fratello Tommaso con le figlie Assunta e Nicoletta erano alla Celebrazione di “Villa S. Famiglia” a Roma.

Durante la celebrazione che ha radunato tanti Bucchianichesi e Amici di Villamagna, padre Cristoforo ha sottolineato che il giovane “Servo di Dio” può essere l'esempio della vita spesa per Cristo per tanti giovani di oggi.

La sofferenza accolta e trasformata con la Grazia di Dio in un dono prezioso può diventare un tesoro prezioso per quanti cercano il senso della loro vita. Infatti la Tomba del Servo di Dio, ubicata nelle adiacenze della “Cripta” del Santuario, diventa sempre più spesso la meta dei pellegrinaggi di giovani alunni dei Seminari e dei Collegi Ecclesiastici e dei ragazzi dei dintorni che cercano le risposte ai loro quesiti più profondi, vogliono capire lo scopo della vita e trovare la strada da percorrere.

Dopo la S. Messa tutti i presenti si sono recati processionalmente alla Tomba del Servo di Dio, dove hanno recitato la preghiera per la sua più Beatificazione, e hanno chiesto tramite la sua intercessione le grazie per loro stessi e per i propri cari.