12 Giugno 2010 "

46° Anniversario del Pio Transito" del

Servo di Dio NICOLA D'ONOFRIO

 

Nella Chiesa della Comunità Camilliana di “Villa Sacra Famiglia” di Roma, dove il giovane studente camilliano Nicola D’Onofrio, “Servo di Dio”, concluse la sua breve vita, è stata fatta “Memoria” del suo «46mo Anniversario del Pio Transito» con una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Rev.do Postulatore Generale dei Camilliani, P. Luigi Secchi.

Presenti il fratello Tommaso con la Sposa Signora Chiara e la loro figlia Virginia, Confratelli della Provincia Romana, e 60 Bucchianichesi guidati dal loro Parroco, il camilliano P. Vincenzo Castaldo, che si sono preparati alla Celebrazione con il portarsi pellegrini alla Tomba del Venerabile Giovanni Paolo II, e a quella del Santo Concittadino Camillo nella Chiesa della Maddalena.

Significativa nell’annuale “Memoria” è la costante presenza di Mons. Luigi Storto, che in quel 12 giugno 1964 da giovane laico studente, si affidava alle preghiere di Nicolino per definire la scelta della sua vita. Da anni è uno dei più stimati Parroci della Capitale.

Particolarmente rilevante come ogni anno, la partecipazione di un folto gruppo di Ospiti della collegata “Casa di Cura”, una volta “Seminario Romano Camilliano" che vide il nostro NICOLINO impegnare i suoi verdi anni tutti per il Signore Suo Crocifisso, affidandosi totalmente alla materna protezione della Sua Immacolata Madre.

Il Presidente della Concelebrazione, P. Luigi Secchi, ha dettato una densa Omelia nella scia dell’Anno Sacerdotale concluso dal Santo Padre il giorno precedente in Piazza San Pietro, ed ha riferito alcune significative e commoventi testimonianze di giovani che continuamente pervengono alla “Postulazione Generale”, che vedono nel nostro giovane fratello “Servo di Dio” un modello per il proprio cammino nel progetto di vita che Dio presenta loro.

Contiamo di poter “quam primum” dare ai nostri gentili visitatori la completa Omelia, quando il Postulatore ce ne darà la definitiva versione.

Al termine della Santa Messa i Sacerdoti Concelebranti, in coro, hanno recitato l' «Atto di Affidamento al Cuore Immacolato di Maria», composto e recitato dal Santo Padre Benedetto XVI nel finale della Chiusura dell'Anno Sacerdotale.

I giovani Seminaristi Camilliani hanno guidato ed animato la Liturgia della Sacra Celebrazione, e il Coro della Parrocchia San Camillo di Roma ha reso il suo servizio animando l’Assemblea con Canti.

Al termine i presenti si sono recati in visita del luogo dove il “Servo di Dio” concluse il suo cammino terreno.
 

 

«Memoria» in Bucchianico

del 46° Transito del “Servo di Dio Nicola D’Onofrio”

Religioso Camilliano

1964 – 12 giugno - 2010

  

Sabato 12 giugno 2010 alle ore 19:00 presso il Santuario di San Camillo di Bucchianico è stata celebrata una Santa Messa per la ricorrenza del Transito del “Servo di Dio Nicola D’Onofrio”. Commovente la testimonianza fatta durante l’Omelia sulla figura di Nicolino dal celebrante Padre Alfredo Buracchio, Vicario Parrocchiale della comunità religiosa di Bucchianico, e responsabile della R.S.A. “San Camillo” a Sora in provincia di Frosinone. Alla presenza dei molti fedeli, tra cui anche i familiari del “Servo di Dio” venuti dalla confinante Villamagna per la ricorrenza.

Così Padre Alfredo ha esordito: «Ho conosciuto e assistito personalmente il Chierico Nicola D’Onofrio semplice nei modi e solare sorridente nell’aspetto. Con altri confratelli ci siamo avvicendati nell’assistere Nicolino il quale anche nelle ultime battute della vita si è sempre mostrato sereno, e pronto ad accogliere la Volontà di Dio».

Al termine del rito religioso il celebrante e i fedeli hanno sostato in preghiera davanti alla Tomba, collocata nelle adiacenze della Cripta, dove riposano i resti mortali del “Servo di Dio Nicola D’Onofrio” dall’8 ottobre 1979. Da alcune fonti riportiamo gli ultimi atti di vita del Chierico Nicola D’Onofrio: «Con una speciale dispensa, Papa Paolo VI gli concede di emettere i voti perpetui. Nella festa del Corpus Domini 28 maggio 1964, nella chiesa del seminario camilliano romano, Nicola si consacra a Dio in eterno: ultimo gesto d’amore di una vita breve ma intensamente vissuta “pregando ed amando”. La mattina del 5 giugno, festa del Sacro Cuore di Gesù, accetta di ricevere l'Unzione degli Infermi che gli aveva proposto il Superiore Provinciale.

Momento di intensa commozione per i numerosi confratelli al termine della S. Messa celebrata nella camera che lo ospita da qualche mese a piano terra, per facilitargli gli spostamenti che avvengono ora solo in carrozzina, e riceve le visite della mamma e dei molti amici. Gli ultimi giorni della sua vita terrena sono una terribile e drammatica sofferenza continua. Il cancro che avanza e invade totalmente i polmoni, oltre ad atroci dolori genera momenti di soffocamento. Nicolino vive eroicamente la sofferenza unito alla Croce di Cristo, invocando l'aiuto di Maria e dei SS. Camillo e Teresa del B.G., sempre sereno e mai cadendo nella disperazione, attento a non creare disturbo a chi lo assiste, e sforzandosi di nascondere quanto più possibile la inevitabile maschera della sofferenza, per evitare dolore alla mamma che gli è vicina.

 Il 12 giugno 1964, dopo una giornata trascorsa in preghiera e confortato dall’aiuto dei due Santi prediletti, San Camillo e Santa Teresina del Bambino Gesù, alle ore 16:00 per Nicola D’Onofrio inizia l’agonia per terminare nell’incontro con Dio alle ore 21:15».

Dio sa scegliere i fiori più belli del suo campo per coglierli e adornare il Paradiso di splendore, e il “Servo di Dio” è uno di questi fiori. Il Salmo 33 così recita ai versetti 6 – 7:  «Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri volti. Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo libera da tutte le sue angosce». Nicola D’Onofrio è il giovane del sorriso, irradiato dal suo bel volto solare e sereno capace di trasmettere in chi ha avuto il Dono di conoscerlo personalmente, quella pace dell’anima e quella carica per affrontare con  fiducia  le miserie nel quotidiano.

Con lo sguardo sempre rivolto al cielo, Nicolino ha vissuto una esistenza terrena intessuta della Carità che opera senza interessi e senza risparmio di se, con premura e attenzione ai bisogni del prossimo rendendo viva la Parola di Dio: «Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo» (Mt 11:28). ( Antonio Zinni, novizio camilliano)

 

*** Testo e fotoservizio dal Noviziato Camilliano in Bucchianico