di Antonio Zinni,
novizio camilliano

 

Il Segretariato regionale Italiano della Formazione dei Ministri degli Infermi dell’ordine Camilliano ha organizzato, dal 7 al 10 aprile 2010 presso il Centro Polifunzionale San Camillo di San Giorgio a Cremano di Napoli, il Raduno dei Formandi e dei Formatori delle Province Italiane. Tra i presenti ricordiamo per la Provincia Romana P. Sergio Palumbo superiore della comunità dello studentato di Roma accompagnato dai Chierici Umberto D’Angelo e Germano Santone, P. Cristoforo Trebski Rettore del Santuario San Camillo de Lellis di Bucchianico, e Maestro dei Novizi, accompagnato dai Novizi Antonio Zinni, Leonardo Carobene, Alessandro Persico, Antonio Saccomanno e Mchelangelo Alemagna. Per la Provincia Siculo Napoletana P. Vincenzo Ruggiero impegnato nella pastorale sanitaria accompagnato dai Postulanti Gerardo Diglio, Salvatore Pontilio, Dario Piccirilli e dai Chierici Vincenzo Duca e Alfredo Tortorella. Per la Provincia Piemontese P. Akaki Chelidze accompagnato dal Chierico Paolo Armando. Per la Provincia Lombardo Veneta P. Aldo Magni accompagnato dal Postulante Marco Moioli.

 

La prima giornata è stata dedicata alla presentazione del corso e dei partecipanti. Moderatore, nelle giornate di incontro, Fratel Carlo Mangione Segretario regionale della Formazione già Vicario della Provincia Siculo Napoletana.
“Vita Fraterna e Ministero nella Formazione Camilliana” il tema proposto, in seconda giornata, ai convenuti al corso che hanno elaborato con lavori di gruppo tematiche diverse, attorno alla dimensione "vita religiosa", nate da esperienza di vissuto personale. Genuina la presentazione fatta, in un clima di fraternità e con lodevole esposizione a edificazione dei presenti, dal Consultore Generale delle Missioni Fratel Luca Perletti. Trattando il tema “Vita Ministeriale” il Consultore esordisce, ricordando la figura del Fondatore dell’Ordine dei Ministri degli Infermi, che “il Carisma è un dono di Dio e come tale San Camillo lo ha accolto e lo ha trasmesso agli altri”. Il Carisma, come dono condiviso di una spiritualità Camilliana per le strade del mondo, diviene ministero se esercitato nel quotidiano. Una delle peculiarità della vita ministeriale, continua Fratel Luca, è la mutevolezza o il cambiare compito, a seconda delle malattie di interesse sociale che insorgono in un territorio e dei bisogni della popolazione e del loro grado di disabilità, per cui abbiamo il medico, l’infermiere, l’educatore ecc.

 

Fratel Perletti inoltre pone l’accento sull’importante ruolo svolto dai Camilliani, nel mondo sanitario inseriti come professionisti della salute, che promuovono e salvaguardano la vita del singolo condividendone i diversi aspetti: fisico, spirituale, sociale ecc. Emerge il tema della Giustizia e della Solidarietà, che sta a cuore all’Ordine Camilliano, che sull’esempio di San Camillo, focalizza l’attenzione all’uomo e a tutto ciò che concorre alla sua salute e salvezza. Nella parabola del buon Samaritano Gesù ci insegna che ciò che importa non è l’appartenere ad una religione o ad un altra ma è il prendersi cura della persona umana nella sua interezza, fatta di anima e di corpo, e che ha diritto di attingere e godere della misericordia come figlio redento. Il "Gigante della Carità" lungo il cammino della vita terrena ha percorso la stessa strada del Buon Samaritano, incontrando l’infermo e divenendo Vangelo vivo e vivificante per quanti hanno beneficiato delle sue cure. Il nostro servizio è rivolto all’uomo che, come essere umano inserito in una situazione di debolezza dettata dalla malattia, deontologicamente ha il diritto di essere rispettato come persona che ha una dignità sua indipendentemente dal credo professato. L’esercizio del carisma non è "un essere arrivati" ma è una sfida continua nel credere in ciò che crediamo e in ciò che possiamo donare: Cristo. La presentazione termina con il ricordo di Fratel Ettore Boschini, la cui grandezza sta nell’aver esercitato vita fraterna e ministero nella carità e in un "continuum" che va dal servizio rivolto ai fratelli all’interno della comunità di appartenenza al soccorso fatto ai poveri, agli emarginati della società. La mattinata si è conclusa con la celebrazione dell’Eucaristia, presso la cappella del Centro, presieduta da Padre Alberto Russo Superiore Provinciale della Siculo Napoletana.
Nella sessione pomeridiana i gruppi dei formandi e formatori hanno esposto le proprie opinioni sulla vita ministeriale. A conclusione è stata proposta la testimonianza di Don Michele Madonna, giovane parroco in Santa Maria della Salute di Portici a Napoli. Don Michele, proveniente da una famiglia benestante di Napoli nonostante le contrarietà, offerte dall’ingiustizia sociale, tali da ridurla al lastrico ha trovato il coraggio e la forza di testimoniare l’amore di Dio ancora presente e operante nel mondo per l’edificazione del Regno. Come Sacerdote è attivamente impegnato nella comunità parrocchiale, e da circa tre anni organizza veglie di preghiera e di adorazione a Gesù Eucaristia per i tanti giovani che al sabato sera escono dalle discoteche. I Religiosi Camilliani si sono inseriti in questa iniziativa, dal 28 febbraio al 6 marzo, portando il loro carisma, come manifestazione della carità di Dio, con visite ai malati, confessioni e celebrazione della Santa Messa. I Religiosi si sono proposti di continuare a offrire il loro contributo.

 

In terza giornata il tema “Vita Fraterna” è stato ampiamente esposto dal religioso Camilliano Padre Alessando Viganò della provincia Lombardo Veneta. “Vita Fraterna”, sostiene Padre Viganò , presuppone amare gli altri come fratelli sino ad assimilare le loro debolezze e ad accoglierli per quello che sono e non per quello che noi vogliamo che essi siano. Anche se provenienti da culture diverse ciò che ci deve accomunare è il credo in Cristo: porre Dio al centro delle nostre relazioni. Accorato l’invito che Padre Alessandro rivolge ai presenti sull’impegno personale ad amare l’altro, a vivere un amore oblativo. L’individualismo, l’egoismo e il protagonismo sono di ostacolo alla vita fraterna. Sfidare alla fraternità implica l’annichilimento del proprio io per dare spazio alla comunità, al fratello e concretizzare i valori cristiani della povertà e dell’obbedienza, che il singolo fa propri, nella piena libertà all’interno della comunità. “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto”, è l’invito che Gesù rivolge ad ognuno di noi. Entrare a far parte di una comunità non significa realizzare i propri sogni, desideri ma mettersi al servizio di Cristo nella comunità. I conflitti si risolvono mettendosi all’ascolto della Parola e condividendo la conoscenza di Cristo. Il modello di comunione per eccellenza è quello Trinitario perché la relazione che intercorre tra le tre persone divine è tutta unita nella partecipazione allo stesso amore in Cristo. Al termine dell’esposizione vengono offerte ai presenti, suddivisi in gruppi, alcuni temi riguardanti la “vita fraterna”.

Nel pomeriggio dopo l’esposizione dei vari lavori da parte dei gruppi, viene celebrata una Santa Messa presso il Santuario di Pompei e presieduta da p. Bebicyan, Consultore Generale per la Formazione.

La giornata seguente viene dedicata a una gita turistica per Napoli e dintorni.

Per ulteriori informazioni accedere al sito “Noviziato” cliccando sul link in Home Page.