“SEI GRANDE KAROL”

Il Reverendissimo Superiore Generale dei Camilliani

P. RENATO  SALVATORE

è lieto d’invitare la S.V.

alla prima esecuzione mondiale dell’Oratorio

“SEI GRANDE KAROL”

per Soli, Coro polifonico e Orchestra sinfonica

nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia - Roma,

Santuario della Divina Misericordia,

il 16 ottobre 2010, alle ore 21

anniversario dell’elezione a Pontefice

del Venerabile Giovanni Paolo II

 

 Testo e Musica: M° P. Carlo Colafranceschi, Camilliano

Orchestrazione e Direzione: M° Ezio Monti

 

L’Opera verrà trasmessa in diretta televisiva da TelePace

e successivamente da RAI International nella Rubrica

“Cristianità” diretta da Suor Myriam Castelli

 Il presente invito è valido per due persone, sino a esaurimento posti

 

SCHEDA dell'AUTORE

P. Carlo Colafranceschi - Nato a Roma, è un sacerdote camilliano che vive a Roma.

Dopo gli studi teologici all’Università Gregoriana e la specializzazione in Teologia della Vita Religiosa, ha conseguito al Pontificio Istituto di Musica Sacra, il Magistero in Canto Gregoriano, Canto Corale, in Composizione sacra e in Direzione di coro col M° Domenico Bartolucci. E’ autore di cinque oratori Sacri: “La Divina Misericordia”, eseguito in questa chiesa il 5 ottobre 1998; “La Madre della Divina Misericordia”, “San Giuseppe, il Custode della Divina Misericordia”, “San Camillo de Lellis”, tutti incisi in CD. e “Karol sei grande” oggi, in prima esecuzione assoluta.

Il motivo principale di questa composizione, è stato il legame spirituale dell’Autore con l’amato Papa, del quale oggi ricorre l’Anniversario dell’elezione al Soglio Pontificio.

Un legame sottolineato, quando P. Carlo era Priore all’Ospedale San Giovanni in Laterano. In quel ruolo più di una volta fu invitato alla mensa col Santo Padre, che s’interessava dell’ospedale e dei malati. Un legame che ebbe la conferma con la Visita Pastorale del Papa al medesimo ospedale, il 25 aprile 1992.

In quell’occasione, P. Carlo, a nome dei malati, donò al Pontefice un prezioso ostensorio d’oro massiccio di tre chili, realizzato con ex voto di malati offerti in svariati anni. Anelli, fedi, catenine, crocifissi in oro, che fusi insieme dettero vita all’ostensorio scolpito dal Maestro Giuseppe Romano, raffigurante la Santissima Vergine che sostiene la raggiera e la porge a indicare il Figlio vivo e reale nella Sacra Eucaristia. L’ostensorio, arricchito di perle e smeraldi, al di là del valore intrinseco, ne conteneva uno ben maggiore, assommando in sé i misteri dolorosi e gaudiosi di centinaia di persone anonime.

Il Papa, appena lo ebbe in mano, baciò commosso il volto di Maria e ringraziò con parole dense di significato spirituale.

Da questo legame col Papa, è sorto quest’ Oratorio Sacro che indica i passaggi più significativi della sua esistenza: un uomo “venuto da lontano” che non è mai stato così vicino al cuore della gente di tutti i continenti, che ha visitato stringendo al suo cuore chi manifestava desideri e aspettative di giustizia..

 

 

SCHEDA dell'ORATORIO SACRO

  

Parte Prima : Da spaccapietre a Cardinale

 Una mina scoppia alla fabbrica della Solvay: muore un operaio. Scrive Karol: “Il suo tempo si fermò con violenza. La pietra bianca entrò dentro di lui, corrose la sua esistenza”.

La giovinezza di Karol fu costellata di perdite dolorose. All’età di nove anni, aveva perduto la madre. Poi il fratello Edmond. Un giorno tornando a casa trovò il padre nel silenzio della morte. Aveva raggiunto la sposa Emilia e il figlio Edmond. Ricordando la madre, così esprime il suo mai sopito dolore:“Oh, quanti anni sono passati senza di te! Quanti anni ? Madre, amore mio spento”.

Karol, rimasto solo sentiva sorgere in sé altri affetti, ma Dio lo chiamava a sé. Poi guerra e terrore. Operaio alla Solvay, portava con sé un pane e un libricino sulla devozione a Maria Santissima: “Totus tuus Maria, totus tuus semper”. Con l’occupazione tedesca si rese irreperibile . Studiò nel seminario clandestino. Il primo novembre del 1946 fu ordinato sacerdote. Ben presto bruciò le tappe: a 38 anni, vescovo. L’otto marzo 1964, cardinale, salì sulla cattedra pastorale di Kracovia a soli 44 anni.

Karol apre alla sua Polonia e al mondo il suo grande cuore. Col suo bel viso ispira fiducia e affetto, abbraccia fortemente e dolcemente, chi riesce ad accostarlo. Consola così cuori afflitti e sofferenti.

  

Seconda parte: Dalla elezione al Pontificato alle giornate della gioventù.

 E’ il 16 ottobre del 1968: Habemus Papam! E’ un uomo venuto da lontano che rimane subito simpatico per quel “se mi sbaglio mi corigerete!”. Ma è un uomo deciso e volitivo : “Aprite le porte a Cristo! Aprite i confini degli stati. Non abbiate paura !” Egli già fa intravedere il suo animo dolce e buono verso gli infermi. Lascia l’altare e va verso di essi nei quali scorge il vero Corpo di Cristo nato dalla Vergine Maria: “Ave verum Corpus natum de Maria Virgine”.

Visitò tutti i continenti . Nel cuore aveva la sua terra, i suoi monti, le sue radici. Auschwitz! un grido di dolore, da quella palude è spuntato un bianco giglio mariano: Massimiliano Kolbe.

Ma contro quest’uomo inerme si è scagliato un killer: è il 13 maggio 1981. Due colpi sovrastano gli applausi … Maria deviò il colpo mortale e quel proiettile andò a Fatima incastonato, come gemma, nella corona di Maria.

E poi la visita alla sinagoga dai “fratelli prediletti, i nostri fratelli maggiori"… Il ritmo della sua esistenza non aveva tregua: Traghettò la Chiesa al terzo millennio, sostenne la solidarietà tra i popoli: Solidarnosc! Fino a un assordante boato che echeggiò in tutta Europa: il muro di Berlino crollò e fu l’inizio della sospirata libertà. Pastore instancabile scrisse mirabili Encicliche, più di cento viaggi nel mondo portando la Parola della Verità. Karol ci parlò di Dio Padre “ricco di Misericordia”. Santificò Suor Faustina, l’apostola della Divina Misericordia.

Inventò le Giornate Mondiali della gioventù. “Giovani del mondo, vedo in voi le sentinelle del mattino”.

Dite sì a Cristo?

Sì! Karol ti amiamo!

“Cristo ci ama sempre! Ci ama quando lo deludiamo, non chiude mai le braccia della sua Misericordia! Maria! Portaci a Lui! Noi siamo tutti tuoi”.

  

Terza Parte: Dalla malattia a quel Vangelo sfogliato dal vento

 La malattia lo consumava accostandolo alla croce di Cristo.

Volle andare a Lourdes per un saluto estremo alla Vergine Santa che aveva teneramente amato. “Sono venuto ai tuoi piedi, Vergine Immacolata di Lourdes, malato tra i malati, per rinnovare il mio Totus tuus e abbandonarmi nelle tue verginali mani”.

In piazza San Pietro e in tutto il mondo, si pregava e si piangeva quel due aprile 2004. La sua bell’anima lasciò il corpo mortale. Dal “memoriale” della morte del Signore, Karol vede ora il suo Gesù, faccia a faccia, nella sua gloria.

O memoriale della morte del Signore, Pane vivo che infondi vita all’uomo … ti vedo ora nascosto; avvenga di vederti faccia a faccia perché io sia beato della tua gloria.

Sulla sua bara, quel Vangelo, sfogliato dal vento … quasi fosse la sua anima che aleggiava sul corpo mortale, in fiduciosa attesa della risurrezione.

Il coro dei giovani inneggia al grande Karol: nel nostro cuore vive sempre il grande Karol. Sei vivo! Ti amiamo, dal Cielo intercedi per la nostra umanità.

L’Oratorio segue con un ideale colloquio tra Karol e la Vergine Maria.

E conclude col coro finale: Sei grande Karol … Tu dal Cielo cammini insieme a noi. Ci benedici e ci proteggi, prega per noi Maria.

Alleluia! Alleluia!