“Più cuore in quelle mani”

 

La conoscenza di sé nell’incontro con l’Altro

 

 

Sabato 19 aprile 2008, presso il “Villaggio Eugenio Litta” di Grottaferrata (Roma), ha avuto luogo una conferenza sul tema della “relazione” tenuta dal Prof. Emilio Baccarini, docente di filosofia dell’Università Roma-Tor Vergata.

L’iniziativa, facente parte di un ciclo di incontri culturali e catechetici proposto dai Religiosi Camilliani di Grottaferrata, ha riscosso particolare interesse da parte di molti: persone che a vario titolo afferiscono al Villaggio Litta, giovani della locale “Parrocchia San Pio X” e altri venuti a conoscenza della proposta.

Il pubblico ha particolarmente apprezzato la conferenza offerta, conclusasi con il simbolico gesto del dono fatto al Relatore di un’icona raffigurante San Camillo nell’atto di assistere un malato,  consegnata da P. Giovanni Aquaro, a seguito di un suo intervento di conclusione, a nome dei Camilliani.

Nell’attesa di una pubblicazione del testo nel prossimo numero di “Informazioni”, lo si rende disponibile on-line per i molti che ne hanno fatto richiesta.

 

 

Abstract di G. Aquaro

 

Ogni essere umano abita un orizzonte specifico indefinibile e quindi incomunicabile che ne fa un unicum. La logica propria per un approccio autentico all’unicità è la gratuità. La logica della gratuità è però un paradosso, se non un ossimoro, poiché la gratuità, per definizione, si sottrae a qualsiasi logica. Per questo ogni incontro è un evento di gratuità.

Ogni volto incontrato è un enigma che rinviando soltanto a se stesso dice il mistero che, però, non è da intendersi come l’aldilà del volto, il suo oltre. Al contrario, il volto nella sua concretezza, al di là di ogni valutazione di carattere fenomenico o estetico, è l’epifania del mistero.

Ogni essere umano è portatore, per il suo semplice esistere, di un senso per sé e per coloro che incontra.

Il percorso esistenziale è sempre un camminare-con. A volte ilcon’ si trasforma e allora il senso del nostro percorso, orientato da un intrinseco progetto teleologico da perseguire, si concretizza in incroci che costringono a decidere, fermarsi o passare oltre.

La dimensione etica dell’incontro, quasi di necessità, si gioca nell’orizzonte della prossimità, i cui momenti costitutivi sono la chiamata e la risposta.
La prossimità etica è il presupposto dell’assunzione di responsabilità, è l’attenzione all’altro come atteggiamento di risposta alla ‘vocazione’ che il volto, ogni volto, rappresenta.

L'uomo è originariamente un essere in relazione con un essere diverso, che è però la condizione per incontrare se stesso.